giovedì 29 marzo 2012

L'inglese, questo sconosciuto


  
  



Quando mi capita di parlare con qualche conoscente e di dare la notizia dell'imminente trasferimento all'estero, la "domanda delle domande" che mi sento fare è: e per la lingua, come vi siete preparati? Beh, ma le vostre bambine sono bilingui, no? E. non è nata a Londra?

.....

Partendo dall'ultima domanda, sì, E. è nata a Londra ma ci è rimasta solo pochi mesi, credo cinque in tutto e C. è nata a Torino. In pratica loro sono sempre vissute in Italia e a me non è mai sfiorata l'idea di parlare loro in inglese. Chè quando ci provi ti senti anche un po' cretino.

Quindi venendo al punto cruciale, già, come ci stiamo preparando?

Da quando abbiamo avuto la certezza della nostra "destinazione" abbiamo cominciato a far vedere alle bimbe films e cartoni in inglese. Qualsiasi cosa. Siamo partiti dai cartoni per (quasi) neonati, tipo Peppa Pig, per passare ai cartoni da bambini un po' meno piccoli, tipo Dora the Explorer e Handy Manny, per arrivare alle serie tv da ragazzini, tipo Sabrina the teenage witch. Insomma siamo andati per gradi. Non è che loro capiscano tutto, ma hanno fatto (e stanno facendo) l'orecchio.

Dopodichè abbiamo cercato e trovato un insegnante madrelingua, the teacher. The teacher viene a casa nostra una volta alla settimana per un paio d'ore. Fa lezione a tutte e due le bambine insieme. Anche se hanno due livelli completamente differenti. Cosa fa? Parla, parla e parla. Sempre e solo in inglese. Da quando suona alla porta a quando se ne va. Con tutti, me compresa. Da quando the teacher viene da noi, ormai 8 mesi, E. e C. sono migliorate molto. E. se la cava bene, è in grado di sostenere una conversazione, legge e scrive senza problemi. C. è più indietro, anche perchè è più piccola, per ora risponde quasi sempre in italiano però capisce tutto e ha acquisito un buon numero di vocaboli nuovi.

Infine abbiamo iscritto E. ad una scuola internazionale. Perchè solo E.? Perchè quest'anno fa prima media, avrebbe dovuto cambiare scuola in ogni caso e, potendo, abbiamo optato per un istituto che potenziasse l'apprendimento delle lingue straniere. Tra l'altro è riuscita a superare un test d'ingresso per entrare nella classe in cui ci sono i bambini di madrelingua inglese. 

Tirando le fila della situazione, le nostre "ragazze" non sono affatto bilingui. Per ora. The teacher però dice che alle loro rispettive età faranno dei progressi enormi e in brevissimo tempo. Insomma lui dice che non ci dobbiamo preoccupare. E io gli voglio credere.

mercoledì 28 marzo 2012

My mood today

Sarà che stamattina non sono andata al lavoro, e fra poco sarà così tutti i giorni
sarà il cielo blu di questa splendida giornata
sarà il canto degli uccellini sul grande pino davanti a casa
sarà questo inizio di primavera un po' speciale

oggi ho acceso la radio, ho sentito questa canzone e non riesco a togliermela dalla testa

http://www.kovideo.net/goodbye-kiss-video-kasabian-1249736.html




martedì 27 marzo 2012

Paragoni meteorologici

Da quando viviamo separati - solo per questioni logistiche, s'intende ;) - io e L. cerchiamo di esaltare gli aspetti positivi del Paese in cui ognuno di noi vive e viceversa di far notare come nell'altro Paese le stesse cose non ci siano o siano meno belle.
Il paragone più banale in assoluto, ma anche quello che facciamo più di frequente riguarda il METEO.
Come non parlare di sole, pioggia, caldo, freddo quando i termini di paragone sono la nostra assolata Italia contro la piovosa Inghilterra?
Ebbene, dato che noi due siamo totalmente di parte (ognuno dalla sua eh..) ormai facciamo solo riferimento ai dati oggettivi:


Meteo per Torino

15°C | °Fmarmergioven
Per lo più soleggiatoPer lo più soleggiatoSerenoPer lo più soleggiato
Sereno
Vento: verso SE a 3 km/h
Umidità: 63%19°11°20°13°22°13°21°13°


Meteo per Londra, Regno Unito

12°C | °Fmarmergioven
SerenoSerenoPer lo più soleggiatoPer lo più soleggiato
Sereno
Vento: verso E a 13 km/h
Umidità: 44%18°20°19°17°

Effettivamente sembrerebbe non esserci tutta sta differenza... anche se si sa, è l'estate che frega!

lunedì 26 marzo 2012

A scuola c'è sempre da imparare

 

Il primo pensiero che mi è balenato quando abbiamo preso la decisione di trasferirci è stato: e la scuola?
Si sa che ogni paese ha le sue regole e anche il sistema scolastico può subire variazioni.
Appunto.
Dato che io sono una persona con la tendenza ad organizzare qualsiasi cosa (abbastanza) nei minimi particolari, mi sono data subito da fare per cercare di trovare più informazioni possibili in merito. Anche perchè nel nostro caso occorreva sapere tutto sia sulle scuole primarie che su quelle secondarie. Evviva!
Ovviamente, manco a dirlo, sono più le differenze che le similitudini fra la nostra organizzazione scolastica e quella inglese. Proverò a elencare le principali:

  • il calendario scolastico: la scuola in Inghilterra comincia ai primi di settembre e termina alla fine di LUGLIO! Questa è stata la prima batosta, soprattutto quando l'abbiamo comunicato alle bambine, che da anni trascorrono bellamente il mese di luglio al mare con i nonni tra spiaggia, bagni e gelati. C'è da dire però che l'anno è diviso in trimestri e che alla fine di ogni trimestre fanno una settimana di vacanza. Piccolo contentino per i bambini, per certi versi un vantaggio per i genitori.
  • gli anni di scuola primaria: i bambini inglesi cominciano la scuola a 5 anni e gli anni di primaria sono sei. C. che quest'anno frequenta la 2 elementare, passerà quindi direttamente al 4 anno. Perchè funziona così, ti inseriscono per età, anche se non spiccichi una parola di inglese.
  • gli anni di scuola secondaria: va dagli 11 ai 16 anni e termina con il conseguimento dei GCSEs. A questo punto termina l'obbligo scolastico, anche se poi quasi tutti proseguono facendo ancora due anni di studio (in college) e sostengono gli A levels che equivalgono al nostro diploma di maturità e consentono l'accesso all'Università. Quindi medie e liceo non esistono, o forse sono assemblate.
  • l'orario di scuola: gli alunni vanno a scuola dal lunedì al venerdì, come in Italia. Però l'orario è completamente diverso: tutti entrano intorno alle 8.45-8.50 ed escono verso le 15.20. E se le mamme lavorano? Su questo punto dovrò approfondire.
  • abbigliamento scolastico: altro che grembiulino o proprio vestiti a scelta come qui, in Inghilterra tutte le scuole adottano una DIVISA. Come questa: 
                                                        
  • scuola in senso generale: in Inghilterra MOLTISSIME scuole sono SOLO femminili o SOLO maschili. Più spesso questa divisione di genere c'è nelle scuole secondarie! Per E. avremmo scelto una scuola mista, sempre che la prendano... Eh si, perchè l'altro aspetto particolare della scuola inglese riguarda i criteri di ammissione. Praticamente bisogna abitare vicinissimo alla scuola che si sceglie, altrimenti non si ha diritto ad entrare. Inoltre la domanda non viene fatta direttamente alle scuole di interesse, ma si passa attraverso il quartiere che accoglie le domande di ammissione e gestisce questa parte burocratica. Il genitore può elencare fino a 3 scuole di preferenza e questa organizzazione manda avanti le pratiche. Se c'è posto va tutto bene, se invece il posto non c'è il bambino viene messo in lista d'attesa oppure gli viene offerto il posto in un'altra scuola. Un'altra possibilità infine consiste nella home-schooling!!! Ma ci si può credere?!?!


domenica 25 marzo 2012

Londra odi et amo


 

Il mio rapporto con Londra ha origini lontane nel tempo.
Molte cose bellissime della mia vita sono legate a questa città, in un certo senso tutto è cominciato lì.
A Londra ho conosciuto L.
A Londra mi sono innamorata di lui.
A Londra ho passato i weekend più belli della mia vita di fidanzata.
A Londra ho vissuto i primi anni di matrimonio.
A Londra è nata la mia prima figlia... e infatti dopo pochi mesi dalla sua nascita siamo rientrati in Italia! °_°
Quindi quando circa un anno fa si è ripresentata la prospettiva di tornare a vivere in questa città, dentro di me si  è scatenato un tumulto di sensazioni, un mix di pensieri positivi ma anche negativi.
Voglio dire, io so già cosa significa trasferirsi, o meglio, emigrare. L'ho già fatto. Ho già vissuto l'impatto (shock) linguistico e culturale che comporta. E sebbene la mia vita precedente da expat sia legata a avvenimenti  unici e irripetibili, si porta dietro anche tanti ricordi di momenti critici, di nostalgie, di sensazioni di non farcela.
E allora eravamo solo in due. E avevamo poco più di vent'anni.
Dodici anni dopo siamo in quattro: in questa avventura ci accompagnano E., la nostra primogenita nel pieno della tempesta ormonale da pre-adolescenza e C., la secondogenita, che ha da poco imparato a leggere correntemente (in italiano).
Ce la faremo? Diciamo che ci stiamo preparando. Anche psicologicamente!

sabato 24 marzo 2012

Conto alla rovescia

E' ufficialmente iniziato il conto alla rovescia.
Fra poco più di due mesi la nostra famiglia si trasferirà.
Destinazione: LONDRA.
Ad essere più precisi, uno dei componenti è già là da un pezzo...