sabato 30 giugno 2012

L'isola che non c'è

Stiamo esplorando la nostra nuova zona.
Ogni giorno ne scopriamo un pezzo...
Oggi ad esempio abbiamo trovato un'isola!
Sì, proprio un'isola nel bel mezzo del Tamigi, nel tratto che va da Richmond a Teddington: si chiama Eel Pie Island, letteralmente l'Isola Torta d'Anguilla, o qualcosa del genere....
Dalla terraferma ci si arriva solo in barca oppure attraversando un ponticello pedonale.


L'isola è abitata, ci sono una cinquantina di casette deliziose, sembrano vecchie case di pescatori, ciascuna con la rimessa per la propria barca. 


E' un'isola privata, il cui accesso al pubblico è consentito solo qualche volta.
Noi siamo stati fortunati: oggi era la volta giusta!
A parte le casette carine e i sentierini in mezzo alla natura, l'isola ha tanti piccoli "studios" ricavati all'interno di vecchie imbarcazioni che ospitano artisti di varia natura, dai pittori ai ceramisti, che oggi si potevano visitare.
Veramente un luogo "magico"....


Inoltre pare che negli anni '50-'60 nell'isola fosse stato costruito un hotel (l'Eel Pie Hotel, chevelodicoaffà) noto per aver ospitato e fatto suonare nelle sue sale molti artisti famosi, tra cui David Bowie, i Pink Floyd e addirittura i Rolling Stones.
Questo hotel però non ebbe molta fortuna, perchè all'inizio degli anni '70 in circostanze misteriose prese fuoco e bruciò...



Se passate da queste parti tenete presente questo "angolo" così ricco di storia, leggenda e creatività!

"Chiunque dimentichi di chiudere
questo cancello dopo esservi passato,
sarà assoggettato al pagamento di una multa
di quaranta scellini"



venerdì 29 giugno 2012

Londra non è solo....

L'altro ieri io e le bimbe (siamo sempre noi tre...) siamo state allo ZSL London Zoo, questo qui http://www.zsl.org/zsl-london-zoo/
Per chi non lo sapesse, a Londra, in pieno centro c'è un bellissimo e CARISSIMO (ma questo è un dettaglio...) zoo. Ad essere più precisi questo zoo è all'interno di Regent's Park, uno dei più noti parchi reali londinesi, situato nella parte settentrionale del centro, nella zona di Westminster.
Lo zoo si trova a nord del parco, che quando si esce, ci si trova a Camden Town (altro quartiere super conosciuto per il suo mercato, per i suoi locali "alternativi" e per essere sempre affollato di turisti).
Invece io e L. tanti anni fa abitavamo proprio all'uscita sud del parco, che vuol dire essere in una zona fantastica, nella Londra che TUTTI conoscono, a un passo da Oxford Street e dalle mete turistiche più "gettonate".
Come ho scritto qui io ho lasciato un pezzo del mio cuore in questa zona...
Però l'altro giorno, quando ci sono tornata, ho avuto la conferma che L. ed io abbiamo scelto bene la nuova zona in cui piantare radici.
A parte che, anche volendolo fortissimamente, proprio per un discorso economico, sarebbe stata una location "inavvicinabile", però non è solo questo, è proprio l'impressione che ci sia molto ricambio di persone, studenti e lavoratori, che transitano qui per qualche anno e poi se ne vanno. Rapporto fra inglesi e dituttelealtreprovenienze 1-10. Se basta...  E poi tanto traffico, tanta gente, tanto caos, un gran fermento generale. Ecco, se non altro, non ho rimpianti.
Questa volta i criteri che abbiamo adottato nel fare la nostra scelta sono stati i seguenti: 
- volevamo innanzitutto una zona residenziale, dove si potessero ad esempio instaurare dei rapporti tra vicini (at least)
- volevamo trovare una location sicura, dove poter uscire e lasciar uscire da sole le nostre figlie senza essere in ansia
- volevamo avere a portata di mano i centri sportivi dove far fare attività fisica alle bambine
- volevamo essere comunque in una zona "servita" di negozi, pubs, ristoranti e supermercati
- volevamo abitare in un'area verde, con parchi e piste ciclabili
- "at last but not least" volevamo aver accesso a delle ottime scuole. PUBBLICHE, che il privato non ci piace. E non è per una questione di soldi.
Insomma volevamo trovare un luogo che fosse FAMILY-FRIENDLY.
L'abbiamo trovato???? Questa è la nostra speranza, le premesse ci sono tutte...
Ci siamo stabiliti a Teddington, zona del Borough di Richmond, a sud-ovest di Londra. Siamo nella cosiddetta Greater London, molto distanti dal classico centro di cui parlavo prima. Però siamo a Londra, e in 40 minuti di treno/metropolitana, il centro lo si raggiunge. Certo non tutti i giorni  per il caffè pomeridiano, chè sennò viene a costare un po' caro!
E' una zona residenziale con un polmone verde gigantesco, il Bushy Park (letteralmente il parco "cespuglioso"), il secondo parco per estensione tra quelli reali, 4.5km²!



E' una zona tranquilla, molto carina, oltre al parco c'è il fiume, con il Teddington Lock. E' un tratto di fiume navigabile, dove vengono fatte molte attività sportive (tipo canoa, vela...). Tutto intorno piste ciclabili.





C'è una bella High Street con negozi, locali e ristoranti

Shops and restaurants on Teddington High Street


E stradine tranquille


Pare sia una zona "sicura" e che le scuole siano di ottimo livello. 
Cosa ne dite? Vi piace?

martedì 26 giugno 2012

Il paese dei bambini

In Britannia si ha subito l'impressione che ci siano molti bambini. Molti più che in Italia, almeno.
Sarà perchè i passeggini e le carrozzine qui sono giganteschi, perchè normalmente contengono almeno due pargoli, anche se non della stessa età...
Comunque l'impressione è questa: c'è un bel panorama di pancioni e di mamme con nani al seguito.
Al mio primo giro in terra straniera (leggasi dodici anni fa, quando nacque E.) era già così... e, anche se ancora inesperta come mamma, avevo notato che le abitudini inglesi in fatto di "motherhood" sono piuttosto diverse da quelle italiane, direi alquanto bizzarre.
Vabbè i bambini sono sempre poco vestiti, e questo non fa testo, dato che siamo al nord e che loro sono temprati fin dalla nascita al freddo e al loro clima.
Sono anche sempre scalzi OVUNQUE: in passeggino, in casa, per strada, nei negozi, al parco, sull'erba, nella terra, nel fango.... spesso questa abitudine la mantengono anche da adulti.... 
L. ad esempio dice che al lavoro è normale che i suoi colleghi girino per l'ufficio scalzi.
Per strada spesso si vedono adulti (soprattutto donne) che camminano senza scarpe e senza calze! Oggi una mamma incinta al parco, l'altro giorno una ragazza per strada... E. e C. avevano gli occhi fuori dalle orbite quando le hanno viste!
Ma la cosa più bizzarra a cui oggi, dopo svariati anni, ho ri-assistito è stata la seguente:
ci trovavamo in una piazza pedonale al centro di una zona di shopping, corredata di caffè e locali di ristorazione, bancarelle di frutta e verdura e un considerevole via-vai. Al centro di questa piazza le fontane. Avete presente quelle con i getti che escono da terra, a sprazzi? Ecco, proprio quelle.
Temperatura esterna: non più di 20 gradi. Cielo nuvoloso e venticello, cioè, noi tre (io e le bimbe) avevamo il golfino....
Ebbene queste fontane erano piene di nani treenni o al massimo quattrenni in mutande (e basta!) che scorrazzavano e giocavano felici, contenti e soprattutto FRADICI. E le mamme? Erano lì attorno, sedute per terra, anche loro rigorosamente a piedi nudi, un po' bagnaticce ma soprattutto tranquille e beate! 
Paese che vai usanza che trovi....sicuramente da questo punto di vista mi sento mooolto italiana!!!




domenica 24 giugno 2012

E.'s birthday



Dodici anni dopo E. festeggia il giorno della sua nascita qui a Londra, nella sua "terra natìa".
Fa un certo effetto...
Data la nostra sistemazione al momento un po' precaria, non abbiamo potuto organizzare un vero party per lei, ma abbiamo rimediato così:
seguendo le previsioni meteo che davano tempo migliore ( °_° ) ieri, siamo andati qui
avevamo sottostimato la distanza chilometrica da dove abitiamo a lì, praticamente come un viaggio da Torino al mare ligure, così come avevamo sottostimato la difficoltà del percorso-avventura... :-O
però, a parte qualche perplessità iniziale e qualche difficoltà "pratica", è stato bello e divertente!
Abbiamo poi proseguito i festeggiamenti con una cenetta da Nando's...
Oggi invece, dietro esplicita richiesta di E., abbiamo cominciato con un homemade english breakfast, costituito da bacon, uova, beans, funghi, pane tostato e succo di mela! Tanto per stare leggeri...
I programmi pomeridiani prevedono una visita  ai Kew Gardens e una cena a casa di amici (inglesi) davanti alla partita Inghilterra-Italia!
Non male eh?

venerdì 22 giugno 2012

Survivors

Siamo arrivate a destinazione.
Dopo molta solitudine, accompagnata da fatica, depressione, speranza, ansia e chi più ne ha più ne metta, da un paio di giorni siamo di nuovo tutti e quattro insieme. La nostra famiglia.
Però.
Siamo (soprattutto E. e C.) molto spaesate...
Siamo passati da una Torino caldissima e umidissima all'orribile classico tempo inglese, a ondate freddo, ventoso, piovoso, per poi virare sul caldo tiepido e soleggiato... ma solo a tratti.
Siamo "accampati" nel flat che L. ha affittato nel corso di quest'anno. Sì perchè casa nostra sarà disponibile solo dai primi di luglio e quindi ci siamo dovuti arrangiare così, con il nostro bagaglio a mano e una buona dose di organizzazione dei piccoli spazi.
E ieri C., dopo appena un giorno dal nostro arrivo, ha mostrato i primi segni di insofferenza e di malumore!
Sarà che proprio ieri abbiamo visitato la sua nuova scuola??? E che, dovendo cominciare fra pochi giorni, ha preso coscienza del fatto che non sarà proprio "facile"?!?!
E. invece, nella sua condizione di teenager che la fa passare dalla felicità più totale a musi lunghi e rispostacce, è troppo difficile da interpretare. Per ora sembra non mostrare segni di cedimento. Ma so che arriveranno....
E io?
Io diciamo che sopravvivo!



sabato 16 giugno 2012

Faccio anche io "outing"...


"Perchè lo fai?"
...
Sono caduta anch'io nella rete.
Sono diventata una blogger...
E oggi ne spiego il motivo.
Sì perchè non ho mai avuto la passione per la scrittura, nè ho mai tenuto un diario ad esempio.
Anzi, a dire il vero, quando ero piccola ODIAVO scrivere! Ogni volta che la maestra assegnava per compito un tema era una vera e propria tortura...
Inoltre non sono esibizionista, anzi di natura timida e abbastanza riservata.
Però...
Sto vivendo un momento di grande cambiamento. Si rimette in discussione tutto. Si riparte, con paura ma anche con tanto coraggio. E mi è venuta voglia di raccontarlo.
"A chi?"
Alle persone che conosco, agli amici, perchè leggendomi possano tenersi aggiornati e rimanga un "filo" tra me e loro.
Alle persone che sono nella mia stessa condizione di expat o di quasi-expat, perchè ci si possa confrontare, consigliare e supportare a vicenda.
A me stessa, perchè scrivere quello che sto vivendo mi aiuta a "liberare" le mie emozioni, é quasi terapeutico!  E poi perchè non voglio dimenticare ma anzi poter un giorno rileggere con un sorriso questo pezzo di vita vissuta. E farlo leggere a E. e C., con il senno di poi.
E voi, bloggers come me, perchè lo fate?





mercoledì 13 giugno 2012

Good-bye Italy!

Oggi è finita la scuola.

"Amica mia, mi mancherai tanto. Spero che a Londra troverai amici leali e sinceri. Sei sempre stata una buona amica. Mi mancherai."

"C. mi mancherai un sacco, ti penserò sempre, sei la mia migliore amica, ti voglio tanto bene!"

"Mi dispiace che te ne vai e quest'oggi sia l'ultimo giorno che ti vedo. Spero che tu nella nuova scuola troverai nuovi amici e ti diverta come ti divertivi con noi. L'importante è che tu sia felice. Ti voglio bene, mi mancherai"

Questi sono tre dei 23 biglietti che C. ha ricevuto dai suoi compagni di scuola... tutti così, teneri e pieni di affetto (vero) nei suoi confronti. Scritti in classe. Scritti da bambini di otto anni. Come si fa a non commuoversi?

Per E. invece c'è una festa a sorpresa che l'aspetta nel pomeriggio. Organizzata dalle sue compagne...

Siamo alla fase dei saluti.
E' il momento più duro, quello più sofferto.
Tante sono le persone a cui vogliamo bene che lasciamo qui.... e non c'è niente da fare, il magone c'è!



sabato 9 giugno 2012

L'amico E'

C'era una volta A., una ragazza di poco più di vent'anni, che si innamorò di L.
A. abitava a Torino mentre L. viveva a Londra, così un giorno A. fece la sua scelta: decise di andare a vivere con L., in Britannia.
Non fu una scelta facile per A. che in quel momento aveva tutto: abitava in una città che amava, aveva un  lavoro molto soddisfacente (di quelli buoni, anzi ottimi, e a tempo indeterminato...) e poi aveva tanti, tanti amici.
Ma ad A. evidentemente questo non bastava, e fu così che decise di seguire il suo cuore.
A. era convinta che la sua città non le sarebbe mancata poi così tanto, perchè in fondo andava in Britannia, meta turistica ambitissima, e non era nemmeno troppo preoccupata per il lavoro, perchè tanto, pensava, "chiusa una porta, aperto un portone". 
(....)
L'unica cosa che la faceva stare in pensiero era il fatto di lasciare i suoi amici....

Passarono alcuni anni.
A. e L. nel frattempo si erano riprodotti due volte ed avevano cambiato un paio di città, tornando, come nel gioco dell'oca, al VIA!
L'ultimo lancio di dado però vide L. spostarsi nuovamente sulla casella britannica.
Come in un flashback, A. si ritrovò così di fronte alla stessa scelta di una decade prima!
Va da sè che fu ancora più difficile della volta precedente, ma tant'è...

A. è in partenza.
Lascia di nuovo degli amici. Amici vecchi (qualcuno che le è rimasto "fedele") e amici nuovi. Amici conosciuti quando era una ggiovane ragazza e amici frequentati da quando è mamma, conosciuti all'asilo, a scuola o in spiaggia, grazie a E. e a C.
A. spera tantissimo che questi amici rimangano tali.
Anche se sa perfettamente che sarà più difficile mantenere i rapporti, che non si potrà organizzare la pizzata il sabato sera, o l'aperitivo sul lungomare, che non ci saranno più gli inviti alle feste di compleanno dei rispettivi figli, lei non vuole perdere queste persone.
Lei ci tiene molto. E loro???




martedì 5 giugno 2012

Tra entusiasmo e... paura.

Siamo agli sgoccioli... ancora un paio di settimane e faremo il salto.
Sto iniziando ad avere paura...
perchè non è più futuro quello di cui si parla, il "faremo, saremo, se tutto va bene" si sono trasformati in "è, andiamo, facciamo", ora si parla al presente, del presente.
E cacchio, realizzare questo, prendere coscienza che lasciamo davvero questa casa, questo quartiere, questa città, queste scuole, questi amici, questi parenti per una casa che io ho visto dal vivo una volta (e le bimbe manco quello, loro hanno visto solo qualche foto...), un quartiere che abbiamo visto sì, ma che è ancora tutto da scoprire, così come le scuole e gli amici... ehm, QUALI amici????
Ecco, questo fa PAURA, mette ansia, ma anche voglia di fare, vedere, scoprire, insomma di buttarsi... speriamo non ci sia bisogno del paracadute! ;)
Oggi sono stata alla recita che C. e i suoi compagni hanno fatto a scuola per la fine dell'anno: mentre guardavo C. e questi altri ventitrè bambini di seconda elementare recitare filastrocche e poesie con entusiasmo, scioltezza e disinvoltura, pensavo a quel che sarà a Londra, fra pochissimo. 
C. che qui oggi recitava nei panni di una streghetta sciorinando la sua parte (tutta rigorosamente in rima) senza una minima incertezza, che danzava e cantava insieme ai suoi amici, chissà come se la caverà...
Ma anche E. che sì è più consapevole e matura, ma al tempo stesso è in una fase di crescita così delicata, in cui tutte le certezze di oggi diventano ipotesi e possibilità, chissà...
Ed infine io, che sono (o meglio, dovrei essere) la persona forte, la loro guida, quella che a parole incoraggia, minimizza gli aspetti problematici e amplifica invece le potenzialità del futuro... chissà se sarò capace di continuare su questa strada... 
E' un piccolo grande dilemma che solo chi ci è già passato può capire.
Io in passato ho già dato, ma ora è tutto così diverso che credo non si possa fare un paragone.
Insomma il dubbio è: sarà stata la scelta giusta?
Non manca molto alla soluzione del caso, per cui se siete curiosi di sapere come andrà a finire, o meglio a cominciare la nostra avventura.....