lunedì 27 agosto 2012

Quel sassolino...



Siamo passate da 40° a 20° nel giro di mezza giornata.
Da un'estate rovente ad una primavera appena accennata. Dal sole alla pioggia.
Non che non ce lo aspettassimo eh, però il rientro è stato abbastanza brusco.
Comunque.
Siamo di nuovo qua, dopo quattro settimane di pausa.
Abbiamo fatto il pieno di focaccia ligure, gelati, krapfen, farinata e di tutte le altre cose buonissime ma soprattutto  introvabili qui al nord. Abbiamo anche fatto il pieno di bagni e di sole.
Abbiamo rivisto tante persone che, incuriosite per la nostra avventura britannica, ci hanno bombardato di domande. Ma non solo. Ognuno di loro voleva dire la sua, giudicare, commentare.
Chi ha detto di conoscere benissimo Londra e poi, approfondendo un po', è venuto fuori che c'era stato due volte in tutta la vita;
chi ha commentato: "Londra? Bellissimo! Ah ma non siete in centro? Beh allora..."
chi invece: "Certo che non ti puoi lamentare, in fondo sei una privilegiata..."
chi pretendeva di conoscere perfettamente il sistema scolastico inglese e sosteneva che nella scuola secondaria inglese i ragazzi studiano appena tre materie all'anno, mentre in Italia ne studiano almeno dieci;
chi ha detto che spingerebbe volentieri i propri figli a trasferirsi all'estero;
chi ha sostenuto che "tanto Londra è dietro l'angolo, praticamente non è cambiato nulla nella vostra vita";
chi poi, forse per incoraggiarmi, ha commentato: "Beh dai, tanto tornerete tutte le estati in Italia"
chi mi ha chiesto "ma le bimbe studieranno le materie in inglese?" (n.d.r. trattasi di una maestra);
chi mi ha detto "Beh, adesso che hai smesso di lavorare e che le bambine cominceranno la scuola, avrai tanto di quel tempo libero...";
chi invece mi ha chiesto "E tu hai già trovato lavoro?";
chi ancora ha sostenuto che le bambine non avranno nessun problema e si ambienteranno in un attimo; (forse voleva rassicurami....)
chi ha commentato "Beh, se non altro non hai una vita che rischia di cadere nella routine..."
...
Ho sentito questo ed altro.
Quasi tutte le frasi si commentano da sole.
Certo è che la superficialità delle persone non ha limiti.
Per fugare ogni dubbio, vivere qui è frutto di una scelta ragionata e consapevole. Non è stato facile prendere la decisione, così come non è facile affrontare questa nuova vita. Abbiamo tante cose da imparare, tante barriere da superare. Sappiamo che ci saranno molte difficoltà, a cominciare dalla lingua per le nostre figlie. Che poi anche se si conosce la lingua, non si ha la stessa padronanza che si ha con la propria lingua madre. Come d'altronde non si conoscono i sistemi e le abitudini di un paese che non è il nostro.
Quindi no, non sto cercando un lavoro, perchè il mio bel lavoro già ce l'ho nel seguire e aiutare le bambine ad affrontare questo nuovo inizio. Oltre ad un mio progetto personale al quale sto dedicandomi da un anno a questa parte e che spero mi dia soddisfazione.
Il privilegio quindi dove sta? In Londra? Beh, sì, questa città è sicuramente una bella cornice. Per me non più di questo però. Confesso che spesso ho provato un po' di invidia per chi ha una vita pìù ordinaria e routinaria della mia. E' così strano?

Ecco, ho vuotato il sacco.
E' che avevo sto sassolino da togliere...
Ma domani è un altro giorno e noi siamo pronte a ricominciare.










7 commenti:

  1. Le lingue si muovono spesso in modo superficiale, i proprietari di esse sono persone che in realtà nel tentativo di capire l'esistenza altrui in automatico rispondono a caso. Siete delle belle persone, tu una brava moglie e mamma. un bacio grande

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    1. Grazie Enza!
      E' verissimo quello che dici, solo che ogni tanto non mi va giù, non mi sento capita. :(

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  2. Buon re-inizio, allora. Penso che le domande superficiali e a volte un po' stupide siano dettate dalla curiosità e spesso da un pizzico di invidia per il coraggio e la forza che un'esperienza di trasferimento "altrove" (dovunque sia questo "altrove") richiede, e di cui voi siete evidentemente dotati.
    A me capita di incontrare gente che, a 8 anni dal mio trasferimento in Italia ancora mi chiede com'é vivere a Londra. Ovviamente non ne ho la più pallida idea. Le impressioni e le sensazioni che avevo allora erano profondamente diverse perchè diversa era la mia vita. Mio marito è tornato lì per lavoro proprio la settimana scorsa e tutto quello che ha saputo dirmi è che vedere i luoghi in cui abbiamo vissuto senza la sua famiglia gli dava una tristezza inimmaginabile. Comunque (incrociamo le dita), a fine mese dovremo venire da quelle parti per qualche giorno con le bambine e così anch'io potrò vedere l'effetto che fa.

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    1. Sicuramente le impressioni sui luoghi in cui si vive sono condizionate dalla situazione (famigliare,ma anche psicologica) in cui ci si trova. Del nostro primo trasferimento qui a Londra porterò sempre nel cuore ricordi meravigliosi legati alla mia vita privata (primi anni di matrimonio, nascita di E.) ma anche di profonda solitudine (ad esempio nei rapporti di amicizia). Ora è tutto talmente diverso...intanto la città è cambiata molto, si è 'europeizzata' in un certo senso, poi sono cambiata io, è cambiata la nostra famiglia... Da un lato voglio essere molto positiva e mi 'esalta' l'idea di vivere questa esperienza, dall'altro c'è grande emozione e paura. Ma tu queste cose le sai benissimo!

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  3. Ecco....facciamola corta....in quale categoria rientro a pieno merito? ;-)

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    1. ahah! Abbiamo la coscienza sporca?!?!? ;-)

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  4. Non sono mai stata a Londra, non mi sono mai trasferita in un'altra città...tuttavia mi ritrovo nella necessità di organizzare, pianificare, conoscere e programmare, cose che mi danno sicurezza! Purtroppo emozioni, stati d'animo e sentimenti mal si sposano con l'organizzazione dunque se mi trovassi in una situazione così sfaccettata come la tua non farei altro che fare ciò che fai...affrontare ogni giorno una realtà tanto diversa dall'abitudine, cercando di esaltarne i lati migliori che fan stare bene te e la tua famiglia, tenendo a bada il "magone" che qualche volta inevitabilmente stringe il cuore.
    un saluto sincero.

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