giovedì 27 settembre 2012

Fare la mamma: l'arte del compromesso



Spesso leggo qua e là post e articoli delle neo-mamme che trattano argomenti importanti e allo stesso tempo delicati, come il fatto di diventare madre, i primi anni dei propri pargoli visti il più delle volte come il 'delirio' e come la privazione del proprio spazio e del proprio ruolo di donna prima di tutto.
Leggo e sorrido.
Io sono diventata mamma a ventiquattro anni. Non per caso, perchè io e L., appena sposati, abbiamo voluto subito costruire una famiglia, e siamo stati accontentati. Eravamo così giovani e belli, ma soprattutto ingenui e incoscienti, che non sapevamo nemmeno minimamente che cosa volesse dire avere un figlio. Che poi forse nemmeno quando fai un figlio a trent'anni lo sai, però una mezza idea, anche solo guardando fra gli amici e i conoscenti, te la sei fatta.
Invece noi nulla. Per dire i nostri amici (coetanei) hanno iniziato a sposarsi quando E. aveva appena cominciato la scuola elementare...
E quindi quando E. è arrivata ad allietarci le giornate è stato proprio un piccolo shock. Non sapevamo come comportarci, eravamo impacciati, insicuri e soli (dato che vivevamo già all'estero).
Non è stato facile passare dall'essere una giovane coppia nel pieno dell'età del puro divertimento all'avere la responsabilità di una nuova creatura. Ma, come tutti i genitori, ce l'abbiamo fatta e qualche anno dopo abbiamo ripetuto l'esperienza. La seconda volta va tutto più liscio, chè uno sa già cosa aspettarsi...
E. e C. sono la cosa più bella che io e L. potessimo fare e sono la cosa più importante al mondo per me. La mia priorità. Tornassi indietro rifarei tutto da capo mille volte perchè, nonostante i sacrifici e il tanto impegno, ne vale veramente la pena.
E allora perchè sorrido?
Perchè a quelle mamme che pensano che gli anni più terribili siano i primi, quando i bimbi sono faticosi perchè non dormono, non mangiano, toccano tutto, fanno i capricci, eccetera, a quelle che pensano di potersi 'riprendere in mano la propria vita' non appena i figli siano un po' più grandi, voglio dire:
vi sbagliate di grosso!
Io per esempio ho a che fare con una ottenne e una dodicenne, non più pannolini e biberon dunque e di notte si dorme. Però quanta fatica quotidiana nel gestire le loro giornate, nell'educarle, nell'aiutarle nei compiti ma anche nelle loro relazioni esterne. Quante discussioni e ragionamenti facciamo ogni giorno...
E no, non ho ripreso in mano la mia vita di prima, semplicemente perche' e' impossibile, sono cambiate troppe cose e troppi sono i vincoli. Insomma i figli, piccoli o grandi che siano, sono esigenti. La differenza la fanno proprio le loro esigenze, che purtroppo aumentano in modo direttamente proporzionale all'età. Alle madri non resta che saperlo fin dall'inizio e imparare bene l'arte del compromesso.
Ho infranto un sogno? Mi spiace, ma meglio essere preparate che illuse.
E voi di che idea siete?
Accetto confronti, spunti, riflessioni...

mercoledì 26 settembre 2012

The italian club


Una delle caratteristiche di Londra è la sua internazionalità e multietnicità, per cui come ti giri trovi gente che arriva da ogni parte del mondo, carica di bagagli culturali e di esperienze molto diverse dalla tua.
Nel quartiere in cui abitiamo noi questo è vero fino ad un certo punto: sì ci sono alcune famiglie 'straniere', ma è una zona mooolto inglese.
E. per esempio ha solo una compagna straniera (svizzera) e C. ha due compagni spagnoli ed una compagna indiana (che bytheway arriva dalla ...Norvegia!). Tutti gli altri sono inglesi o comunque anglofoni fin dalla nascita, perchè figli di genitori o addirittura nipoti di nonni arrivati qui tanto tempo fa.
E quindi, data la poca differenziazione linguistica, a parte la lingua straniera imparata a scuola (francese e poi tedesco), non c'è molto interesse verso l'apprendimento di altre lingue.
So che in molte altre zone di Londra, più internazionali della nostra, c'è un'offerta più vasta in questo senso.
E' stato quindi sorprendente scoprire che nella scuola di C., dato che vi lavora una teaching assistant italiana, hanno istituito come attività extracurricolare un club di italiano!
Naturalmente si tratta di un corso base rivolto ai bambini inglesi, tanto per dare un'infarinatura della nostra lingua...
Ma la cosa più bella è che C. è stata chiamata per fare l'assistente dell'insegnante!
E così, da oggi pomeriggio, C. sarà impegnata per un'ora alla settimana a svolgere questo compito: insegnare l'italiano a chi le sta facendo imparare l'inglese. Mi sembra uno scambio equo! 

martedì 25 settembre 2012

About my family and the expat life



C'è questa cosa strana che riguarda la mia famiglia e il vivere all'estero, come definirla... una coincidenza? Un     destino? O piuttosto una 'congiura'? (come direbbe mia mamma...)
Tanto per rendere l'idea noi siamo tre figli. Tre fratelli. Nell'ordine: maschio-femmina-maschio.
Ora: ben diciassette anni fa, se non ricordo male, mio fratello maggiore G. fece il passo per primo. Si trattava  di andare a New York per fare un dottorato in Fisica teorica. Dopo il dottorato fece il post-dottorato e gli anni di permanenza negli Stati Uniti divennero quattro.
Nel frattempo me ne andai io: la destinazione già la conoscete!
G., dopo una breve pausa italica, proseguì il suo percorso personale e professionale in Svizzera, naturalmente prima nel cantone tedesco e successivamente in quello francese, tanto per non farsi mancare nulla!
In the meantime, L. ed io tornammo in Italia. M., il fratello più giovane, proprio perchè parecchio più giovane di noi, durante quegli anni studiava: prima alla scuola dell'obbligo (perchè era proprio piccolo!), poi al liceo ed infine all'università.
2012: anno bisestile (anno bisesto, anno funesto?!?!?), la profezia dei Maya parla persino di 'fine del mondo'...
E i tre fratelli G. A. M. cosa decidono di fare?
G. è rientrato in Italia con la sua famiglia da poche settimane.
A. lo sapete già.... chevvelodicoaffà?!
e M. parte domani alla volta di Bordeaux per un anno di specializzazione, ergo studio e lavoro, nel suo settore, chè lui è un medico...
A M. va il mio pensiero di questi giorni e un grandissimo inboccaallupo, che forse suona meglio così: bonne chance!!!
Che famiglia, eh?!

lunedì 24 settembre 2012

Postumi



Ho un mal di gambe terribile, manco avessi sciato per tutto il weekend...no, non si tratta di aver fatto sport, sono solo i postumi dell'aver dipinto la staccionata di fronte a casa! Maledetto D.I.Y.! (che by the way sta per do it yourself, altresì detto faidate)
Beh in effetti la posizione non era proprio delle più comode, la staccionata è alta si e no 80 cm, però mai avrei immaginato di scatenare tutto sto acido lattico!
Questo per dire che sabato ci si è dedicati al front garden: staccionata (ridipinta), cancelletto (sostituito e dipinto), siepi (piantate), bordo aiuola (fatto da zero) e già che c'ero ho dato una mano di vernice anche alla casetta degli attrezzi nel giardino 'vero'.
Seguiranno foto, forse...
Per ieri quindi avevamo mille idee e buone intenzioni: una bella mattinata in piscina oppure una pedalata al parco o un giro di shopping...
Peccato che abbia cominciato a piovere (cats and dogs, come dicono qui) ieri mattina e che non abbia ancora smesso!
Quindi domenica trascorsa noiosamente tra faccende di casa e compiti. :(
Mi sa che dovremo abituarci a queste giornate, organizzarci un po' meglio e diventare un po' più social.
Ah come mi manca il lato social!!!
E voi come avete passato il vostro weekend?



venerdì 21 settembre 2012

C.: quando il gioco si fa duro...

Ok, dovevamo scegliere sta benedetta attività sportiva.
Prima opzione: nuoto.
Scartata, perchè non c'era posto fino al 2013 (che qui non si scherza eh con le liste d'attesa!)
Seconda opzione: danza.
Che tipo di danza C.?
Risposta "tipo" di C.: non so, magari danza classica, poi vediamo, ci penso... ma magari posso anche non fare danza...
Vi ricordate Hello, my name is C., no?
Ecco.
Ho trovato un corso che andasse bene per la sua età: 8+
Ho trovato un paio di compagne di classe di C. disposte a provare con lei.
Ho trovato... posto. (che, a quanto pare, non è un dettaglio...)
Lei era, manco a dirlo, riluttante al massimo.
"No mamma, non oggi, dopo scuola ho bisogno di riposarmi, e poi alle sei di sera io sono stanca, magari provo un'altra volta... "
Tra l'altro, mettendosi nei suoi panni, non è che di inglese capisca tutto, cioè a dire il vero, poco più di niente...
Ma io non ho ceduto e così è andata.
E, a dispetto di ogni mia possibile previsione, si è divertita un sacco, tant'è che si è fatta iscrivere!
A quale corso?
Signore e signori: STREET DANCE!
Perchè sotto sotto, ma proprio sotto, C. è una "dura" e, secondo tradizione, "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!"
Ci sarà da divertirsi...

Ah, by the way, se una si è data alla Street Dance, l'altra non poteva che segliere.... l'HOCKEY SU PRATO!
Ca va sens dire...

giovedì 20 settembre 2012

DIY



Approfittando del bel tempo (che si fa freddino, ma col sole è una meraviglia!), stiamo dedicandoci alla parte di casa che non avevamo ancora messo a posto, cioè il giardino.
In realtà disponiamo di un cosiddetto 'front garden', che sarebbe la classica entratina con recinto in legno e un fazzoletto di terra e poi di un 'back garden' che, pur non essendo enorme (per gli standard italiani, preciso),  rispetto a quello davanti è giganterrimo.
Comunque. Dopo esserci dedicati al 'dentro' casa, siamo passati al 'fuori'.

Il front così com'era era proprio bruttino: c'era una grande siepe, col tempo divenuta un cespuglio incolto, e una vecchia fence, anche un po' sbilenca.
La nostra prima idea è stata: radiamo al suolo tutto e lo rifacciamo! Dopo il preventivo, siamo passati al piano B. E così da ieri mattina il cespuglio se n'è andato e più che un front garden al momento abbiamo un front desert! Ma ci stiamo lavorando...

Il back garden invece era messo meglio, a parte qualche arbusto di troppo e l'erba non proprio folta.
Anche lì ci siamo improvvisati giardinieri e, tra un colpo di cesoia e uno spruzzo di liquido killer per radici, abbiamo fatto un po' di pulizia.
Poi è venuta la semina del prato. Il primo tentativo è stato fallimentare, il secondo invece pare essere andato meglio, tant'è che l'erba sta crescendo...

Non appena si vedranno i risultati (solo se soddisfacenti) del nostro lavoro, posterò qualche foto.



mercoledì 19 settembre 2012

Highgate, Hampstead

Cosa fare di domenica, se non si hanno programmi particolari e se ci si trova in una città come Londra?
La risposta è: andare in giro e esplorare nuove zone.
Così abbiamo fatto e le nostre mete sono state Highgate e Hampstead, due quartieri a nord ovest di Londra.
Sono due zone molto belle e particolarmente verdeggianti, dove pare siano ubicate alcune tra le ville più costose al mondo e si vede!
A Highgate c'è l'Highgate Cemetery, cimitero storico (risale ai primi anni del 1800) divenuto monumento e ambita meta turistica, tant'è che si paga il biglietto per entrarvi! Molte infatti sono le tombe di personaggi famosi e tra queste spicca senz'altro quella di Karl Marx. Però quello che fa impressione è l'atmosfera che vi si respira, sicuramente suggestiva ma che ricorda un po' i film del terrore.
Hampstead è famosa invece per essere una zona di intellettuali, artisti. Anche qui si susseguono vie con case meravigliose e c'è una High Street piena di negozi e localini, molto molto bella.
Ma la meraviglia sta nel collegamento tra i due quartieri, l'Hampstead Heath, un parco enorme che rappresenta uno dei punti più alti di Londra. Da lì infatti si può godere di una vista panoramica di gran parte della città, scorgendo la cattedrale di St. Paul, la London Eye, il Gherkin e... tutto il resto.
E poi c'è tanto verde, ci sono dei laghetti (di cui un paio balneabili), parchi giochi per bambini, ed è tutto bello, pulito, ben curato.
Che dire di più: lo consiglio!
Come arrivare: linea nera "northern line" della metropolitana. Stazioni di Hampstead, Hampstead Heath o Highgate.
E poi... buona passeggiata!






martedì 18 settembre 2012

Anglitudini



C. è a casa di un'amica per il pomeriggio. Dovendo andarmela a riprendere, ho chiesto alla mamma a che ora presentarmi. Mi dice: quando ti fa comodo.
Rispondo, tanto per non sbilanciarmi: 5.30? E lei: facciamo alle 6.30 che così le do cena!

E. ha invitato una compagna a casa. In realtà ne aveva invitate due, ma se n'è presentata solo una. Dopo la classica chocolate fudge cake abbinata a apple juice, E. mi sussurra interdetta: E' che non so se troveremo delle cose da fare. E io: Perchè? Beh perchè mi ha appena detto che vorrebbe vedere un film!

Paese che vai abitudini che trovi... certo che strani so' strani!







venerdì 14 settembre 2012

Quale sport?

Stiamo prendendo il giro.
I ritmi scolastici sono stati avviati, così come i compiti a casa.
E. si è fatta il suo gruppetto di amiche e oggi per la prima volta è stata invitata a casa di una compagna.
C. si sta pian piano sciogliendo e comincia ad interagire con i suoi coetanei.
Ed io non sto certo a guardare...la scuola quanto a rapporti sociali è formidabile: così anche io ho conosciuto un po' di mamme inglesi, indiane, italiane e spagnole, che qui ce n'è per tutti i gusti!
Ho sfruttato le mie nuove conoscenze per capire un po' di più il funzionamento della scuola, per avere qualche consiglio e poi per ricevere delle informazioni sulle attività sportive.
Eh sì perchè anche il capitolo "sport" ci ha riservato qualche sorpresa.
Se in Italia l'offerta sportiva per le bambine-ragazze includeva attività come la danza, il nuoto, la pallavolo, qui invece prevede attività come hockey, rugby, football, cheerleeding, badminton (che sarebbe il volano), trampolining...
Data la scelta un po' difficile, abbiamo optato per il nuoto. Non molto distante da casa nostra c'è una bella piscina, quale migliore occasione per sfruttarla? Facciamo per iscrivere C. e ci dicono che non c'è posto fino a gennaio e che possiamo tornare per fare domanda a fine novembre! 
Per E. (che nuota ormai da diversi anni) non fanno più lezione ma possiamo iscriverla ad una squadra di nuoto dopo averle fatto fare un esame di ammissione. 
In attesa di gennaio (per C.) vorrei trovare un corso di danza o di ginnastica, ma devo ancora capire dove, come e quando.
E. invece proverà ad entrare nella squadra di nuoto (sempre che passi l'esame e che ci sia posto!).
Però le piacerebbe fare anche qualcos'altro...Nella sua scuola ad esempio organizzano corsi di tutte le attività sopra descritte e molte sono addirittura gratuite per gli alunni frequentanti.
Naturalmente lei cosa vorrebbe fare? Volleyball, attività non prevista. Almeno nei nostri dintorni.



martedì 11 settembre 2012

Trova le differenze


Disegno da colorare trova le differenze

C'era questo gioco sul settimanale che comprava (e compra ancora oggi) mia nonna: "Trova le differenze".
Quando ero piccola mi piaceva un sacco, appena riuscivo ad accaparrarmi il giornaletto (cosa difficilissima, chè era il passatempo preferito della nonna) cercavo la pagina giusta e lo facevo.
Prendendo spunto da questo giochetto, stamattina pensavo alle differenze tra la mia vita di "prima" e quella di "ora".
PRIMA: lavoravo mezza giornata in ufficio, quindi il mattino era tutta una corsa, sveglia-colazione-prepara-accompagna-ufficio, perchè io dovevo essere in ufficio per le 8.30 avendo portato le bimbe a destinazione (scuola-nonni). Poi, le solite cose, spesa, attività delle bimbe, pulizie. E poi, almeno nell'ultimo anno, studio. (ma questa è una cosa ancora "top-secret", per cui non ne parlerò. Per ora)
ORA: non lavoro, le bambine entrano con orari  'sfasati' e persino più tardi di prima, ma al mattino è rimasta tutta una corsa. E' che ci piace iniziare la giornata facendo colazione tutti assieme...
Poi alle solite cose (spesa, pulizie) si è aggiunta la preparazione del lunch-box, che devo dare sempre a C., a giorni da definire a E. e su richiesta a L. Categoricamente da non riscaldare (perchè nelle scuole non è possibile), vario, possibilmente non sempre a base di sandwiches, sano, con verdure (ma C. di verdure ne mangia ben poche..), eccetera, eccetera.
Per le attività non ci siamo ancora organizzati ma verranno anche quelle.
Lo studio c'è e rimane...
Ma si è aggiunta un'ultima cosa: l'attività di recupero di inglese (e ora anche di matematica!) di C. Data la situazione, ho comprato qualche libro e sto cercando di farle fare un po' dell'una e un po' dell'altra materia tutti i giorni. Un'ora al giorno.
Insomma, se già prima non mi annoiavo, ora ho capito come mai alle 10.00 di sera crollo. A volte anche prima!
E voi come siete messi con gli orari e gli impegni?

venerdì 7 settembre 2012

First impressions

La prima settimana di scuola è quasi andata...
Prime impressioni?
C., dopo un inizio un po' burrascoso, sta ingranando. C'è da dire che nella sua scuola si respira un bel clima, sono tutti molto disponibili con lei e questo aiuta. Poi certo il resto è tutto a suo/nostro carico: lunedì comincia già con due verifiche!
Comunque per il poco che ho visto finora, la scuola primaria inglese, in termini di organizzazione e gestione delle classi, non mi sembra molto diversa da quella italiana. Ogni classe ha una maestra unica, più una maestra per la lingua straniera (che qui è il francese), più una serie di maestre di supporto.
Le materie e soprattutto il programma annuale differiscono un po': inglese a parte, sono abbastanza avanti in matematica e poi ovviamente storia e geografia escludono tematiche che si studiano in Italia e ne includono altre!
In generale sono molto attenti al comportamento: oltre al discorso abbigliamento, tengono molto alla disciplina.
Un esempio? L'ingresso a scuola: quando i bambini arrivano al mattino devono andare nel cortile della scuola e disporsi in file a seconda della classe a cui appartengono. Ogni maestra raggiunge la propria fila (classe). L'ora di entrata è segnata dal suono di una campana (un vero e proprio campanaccio, suonato a mano). A quel punto i bambini entrano, silenziosamente, seguendo la propria maestra in fila per uno!
Se penso all'ingresso e all'uscita dalle scuole italiane delle mie figlie.... non è proprio la stessa immagine.
E., che era partita meglio, continua sulla stessa linea: al mattino inforca la sua bici e va.
Ecco, se la scuola primaria inglese è simile a quella italiana, la scuola secondaria non potrebbe essere più diversa!
Intanto i ragazzi non hanno lezione in una classe precisa, ma si spostano di aula in aula a seconda della materia che fanno.
E comunque non hanno proprio una classe! Cioè in modo virtuale sono stati suddivisi in sezioni, a capo di ognuna delle quali c'è un insegnante, una specie di rappresentante di classe. Poi però ogni ragazzo ha un orario personale che deve rispettare e quindi in ogni lezione incontra compagni diversi. In questo modo i ragazzi della stessa età vengono mischiati fra di loro.
Indagando un pochino ho appreso che: i ragazzi sono stati messi nelle classi 'virtuali' in modo random. Poi però andando avanti verranno spostati da una classe all'altra a seconda del loro progresso scolastico, potendo così passare da gruppi di alunni che apprendono più lentamente più scarsi a gruppi di allievi con attitudini migliori e viceversa.
Anche le materie sono ancora un enigma: HU, GE, MA, FR, PSHCE, PE, ICT, DRT... queste sono le sigle riportate sul timetable. A parte le materie tradizionali (che non sto a elencare e che ci sono tutte!), fanno lezione di arte in senso un po' più ampio (fanno anche corsi di fotografia, di disegno su tessuto, di cucito), fanno teatro (sia in modo teorico che sperimentale!) e sicuramente molto altro che mi sfugge ancora.
Ma tornerò sull'argomento, statene certi!

mercoledì 5 settembre 2012

Quando si dice 'sono sorelle'...

School Logo

Il primo giorno di asilo, mentre tutti piangevano e stavano attaccati alla gonna della mamma, lei mi ha detto: 'Ciao, vai pure. Ci vediamo dopo che io devo giocare.'
Sono passati 9 anni.
Oggi è il primo giorno nella sua NUOVA scuola secondaria. Entra in quello che qui chiamano Year 8.
L'abbiamo lasciata qui, in mezzo a un migliaio (il numero non è approssimato per eccesso eh...) di teen-agers come lei.


School

People coming to school

People waiting outside

E' tutto nuovo: lingua, compagni, professori, materie, gestione delle lezioni. Molto diverso dal nostro concetto di 'scuola secondaria'. Stile 'college americano' tanto per dare un'idea. Qui sei considerato adulto e autonomo. Te la devi cavare insomma. In questa moltitudine di ragazzi, chi riunito a gruppetti, chi appena arrivato in bici, chi stava ancora avanzando lentamente a piedi, non c'era un genitore presente (a parte noi e i genitori delle 'new entries' come lei, cinque o sei in tutto).
L'abbiamo mollata lì.
E lei ci ha detto tranquilla: 'Ciao, ci vediamo a casa.'
Questa è E., così tosta e così diversa da C.

E., nella sua uniforme scolastica




martedì 4 settembre 2012

Una delle ragioni per cui farei volentieri a meno di vivere qui

Vedere la propria bambina entrare a scuola piangendo (anche se non troppo, cercava di 'darsi un contegno'...);
Sapere che ne ha tutte, ma proprio tutte, le ragioni;
Cercare comunque di consolarla e darle qualche incoraggiamento e consiglio su come superare certi 'ostacoli' pratici:
Provare a farle trovare anche il lato positivo (°_°).
Ecco, questa è una cosa che spezza il cuore.