giovedì 25 ottobre 2012

Half term break & Fireworks Night

Sta finendo l'ultima settimana prima dell'half term break, ergo next week le bimbe sono in vacanza. E non vi dico dove andiamo... indovina indovinello???
In questi giorni sono stati fissati i colloqui con gli insegnanti: il turno di C. è andato, oggi ci aspetta il secondo round, quello con gli ennemila insegnanti di E.!
Infatti andiamo in due, sia io che L., così forse riusciremo a gestire l'impresa.
Ieri C. ha cominciato un corso di nuoto con la scuola: 6 settimane, quindi 6 lezioni, alla piscina locale, al posto dell'ora di ginnastica. Bellissima idea, lei ne era entusiasta. Io un po' meno, dopo averla vista all'uscita da scuola, con tutti i capelli ancora bagnati! Eh sì, perchè le scolaresche usano uno spogliatoio diverso dagli utenti abituali della piscina: non ci sono docce ma nemmeno asciugacapelli! Quindi i bambini, una volta terminata la lezione, si sono asciugati come potevano, rivestiti e rientrati a scuola. Grande! Vivessimo in California potrebbe essere anche una cosa pratica, ma qui?! Le lezioni sono cominciate ieri e finiranno a dicembre: magari è un sistema per temprarli... o per farli fuori!!!
Comunque in realtà volevo raccontare tutta un'altra cosa...
La settimana dopo l'half term break, dopo Halloween, i Santi e tutto il resto, molte scuole (inclusa quella di C.) organizzano una festa serale, con i fuochi d'artificio! Anzi si chiama proprio 'Fireworks Night' o 'Bonfire Nignt' (la notte del falò)
Perchè mai?
E' una ricorrenza, una sorta di festa tradizionale che però affonda le sue radici nella storia.
Infatti pare che il 5 novembre del 1605, un gruppo di cospiratori cattolici, guidati da un certo Guy Fawkes (la festa si chiama anche Guy Fawkes Night, of course), tentarono di assassinare il re (Giacomo I d'Inghilterra) assieme a tutti i componenti del Parlamento inglese. Il piano era quello di far esplodere la camera dei Lord, in modo da uccidere il re ed il suo governo. The gunpowder plot (la congiura delle polveri) però fallì miseramente perchè il complotto venne svelato da una misteriosa lettera che arrivò, non si sa bene come, direttamente nelle mani del re. Ovviamente i cospiratori non fecero una bella fine...
Da allora ogni anno a novembre (non rigorosamente il 5 però) è tradizione ricordare questo avvenimento  facendo appunto dei fuochi artificiali. Di solito queste feste vengono organizzate nelle scuole.
Ecco quindi il nostro invito:

E il nostro biglietto d'ingresso:


La serata prevede anche un barbecue servito con del vin brulé, altresì detto mulled wine.
Carino eh? Proprio vero che non si finisce mai d'imparare!



mercoledì 24 ottobre 2012

La desperate housewife che è in me.



E' ormai da qualche mese che non lavoro. Da quando ci siamo trasferiti, o poco prima.
La mia condizione attuale è quindi quella di 'housewife' o 'stay-at-home mum'.
Spesso questa classificazione dà origine a qualche battuta, tipo 'che fortunata', 'chissà quanto tempo hai per fare le cose che vuoi'. Parecchie volte ho avuto la percezione che una donna che sta a casa venisse vista come una che non ha voglia di lavorare, oppure una che può dedicarsi molto a se stessa, o ancora come una che passa le giornate a oziare.
Bene, non so come siano messe le altre, non so voi 'stay-at-home mums' che leggete, ma io non appartengo a nessuno di quei generi, purtroppo. E dico purtroppo perchè mi piacerebbe ogni tanto avere la possibilità di sfruttare il mio tempo diversamente! Ad esempio sogno da tempo di iscrivermi ad un corso di zumba (dopo averlo provato quest'estate me ne sono innamorata...) o in piscina, ma non ce la faccio.
Non ho tempo.
Sono incastrata in un ménage che non mi dà tregua, altro che 'fortunata'!
Tanto per capirci, la mia giornata si svolge più o meno così:
sveglia
preparazione pranzo per la/le bimba/e
primo riordino stanze (rifacimento letti) e impostazione lavaggio panni
accompagnamento C. a scuola
ritorno a casa con prosecuzione attività di riordino/pulizia/stesura panni
spesa (quando necessaria)
studio (il mio progetto personale è in lavorazione...)
pranzo
studio
ritorno a casa delle bimbe da scuola 
ora di studio con C. (oltre ai suoi compiti per la scuola ho preparato un calendario di esercizi in più per aiutarla a colmare le lacune e a migliorare il suo inglese). Una tragedia farlo tutti i giorni ma tant'è...
se serve (a dire il vero poche volte) offerta di aiuto/ripasso/interrogazione a E.
preparazione cena
stiraggio panni
cena
....
dopodichè MUOIO sul divano!
L'elenco di cui sopra si ripropone tutti i giorni, con qualche variante tipo 'invito' delle amiche delle figlie ogni tanto, tipo accompagnamento a street dance di C. il giovedì pomeriggio, tipo commissioni non ordinarie.
Dove trovo il tempo per aggiungerci un'attività che abbia come scopo il mio benessere fisico ma anche psicologico???
Altro aspetto non piacevolissimo: mi sento sola, cioè sono sola. SOLA. 
Un lavoro, se non altro, offre una gamma di contatti sociali! Nel mio caso invece, che fare? Sono a casa, da sola, in un paese nuovo. Gli unici contatti sono le mamme dei compagni di C. (perchè alla scuola secondaria le mamme non si intravedono nemmeno!) Ogni tanto vado a prendere un caffè con loro, al mattino.
Però se vado in giro con le (poche) nuove amiche conoscenze, non ho più il tempo per fare tutto il resto.
Lo so: non se ne esce.
Mi sento tanto una desperate housewife!

domenica 21 ottobre 2012

I mercati di Londra: Spitalfields Market


 

Proprio vero che le cose belle passano in fretta... la settimana lavorativa/scolastica è sempre lunga e faticosa, mentre i weekends volano!
Questo fine settimana in particolare ci siamo dedicati a due attività che ci piacciono molto: le relazioni sociali e lo shopping.
Sabato infatti le ragazze avevano invitato due compagne di scuola (una per ciascuna, tanto per non far torto a nessuno) e poi abbiamo concluso la giornata a casa di amici (di quelli storici, il tentativo n. 2 non è stato ancora pianificato...), dove abbiamo mangiato un'ottima paella.
Oggi invece ci siamo dedicati allo shopping. La meta che avevamo individuato è un mercato abbastanza famoso (ma non tra i più conosciuti in assoluto) che si trova nelle vicinanze di Liverpool Street Station, insomma in pieno centro: lo Spitalfields Market.
Assomiglia parecchio al mercato di Camden Town, forse un po' meno trendy, e vi si trova di tutto, vestiti, accessori, bigiotteria, oggettistica, quadri, poster... Ci sono delle cose molto carine ma anche  cianfrusaglie belle e buone.
E poi, come in ogni mercato londinese che si rispetti, c'è una ricca offerta di street food: bancarelle e chioschetti di cibo fumante di tutti i tipi e, per i palati più raffinati, ristorantini e locali più chic.
Anche qui ho scattato qualche foto (ormai sono diventata addicted!)

Il mercato è all'aperto ma coperto... e quando piove, come oggi, uno ringrazia!

si passa dai vestitini carini...

 
a quelli un po' meno...

...ce n'è davvero per tutti i gusti!


 I cappellini non potevano mancare...

 dalla materia prima....

al prodotto finito: ma quanto è carino questo golfino?

 
un po' di gadgets che 'fanno tanto Londra'


e poi cose buone....bancarella di cibo greco

 e bancarella di cibo caraibico

Insomma vale senz'altro la pena di farci un giro... La fermata della metropolitana è LIVERPOOL STREET STATION, poi fate pochi passi e siete arrivati!




venerdì 19 ottobre 2012

Being social... PRIMA PUNTATA

Dopo aver affrontato il trasloco, il cambiamento climatico, l'inserimento  a scuola, dopo esserci improvvisati montatori, decoratori e persino giardinieri, siamo di nuovo felici. Felici di essere insieme, nonostante tutto.
Una cosa però manca ancora... quale, direte voi?
Gli amici!
Sì, perchè qui, un po' per la marea di cose da fare (vedi sopra), un po' per il fatto che abbiamo solo un paio di coppie di amici, non è che siamo proprio social.
Ci siamo dati quindi un obiettivo: trovare nuovi amici.
Però non è cosa semplice, e soprattutto non vanno tutti bene...
I potenziali requisiti di quelli che potrebbero diventare i nostri amici ideali si basano principalmente sul fatto di avere dei figli, possibilmente due (meglio se femmine) e dell'età delle nostre bambine, diciamo tra i sette e i quattordici anni.
Se poi abitassero nei paraggi sarebbe fantastico.
Mission impossible? 
Sperando che non lo sia, io e L. abbiamo redatto un piano d'attacco, che prevedeva di analizzare tutte le coppie 'papabili' all'interno dei gruppi scolastici delle figlie (in realtà solo di quella piccola per ora) ma anche nel vicinato, di farne una prima selezione e poi di buttarsi!
Insomma abbiamo deciso di non perdere tempo e di andare per tentativi.


Primo tentativo: coppia selezionata all'interno della classe di C., una figlia sola dell'età di C., appunto.
Strategia d'attacco: invito a cena.
Risultato: è andata bene ed è stata una piacevole serata. La bambina è molto carina ed è amica di C. già a scuola. I gentori sono una coppia di nostri coetanei che ha girato il mondo più di noi! Prima di arrivare a Londra abitavano in Norvegia. E' stato un bello scambio culturale, sia per le nostre rispettive esperienze di vita expat che per le diverse origini.
Unico dubbio? La cena. Non so se il mio menu italiano, nonostante i complimenti, sia piaciuto davvero a loro, che sono indiani. Sicuramente l'antipasto, a base di bruschetta e plateau di formaggi, mi ha fatto dubitare della riuscita... Ma siamo già d'accordo per la loro risposta indiana al mio menu!

Ed ora abbiamo individuato la seconda coppia su cui buttarci.... non sappiamo solo come, quando e cosa proporre ma troveremo la soluzione. Qualche suggerimento?






giovedì 18 ottobre 2012

About 15 years ago...

Ieri sera, sola soletta, sono tornata sul luogo del 'delitto'.
Una coincidenza, a dire il vero.
Sono passati quindici anni da quando 'questa' Londra è entrata nella mia vita in modo indelebile.
E ieri sono riaffiorati tanti ricordi.
Vi lascio qualche scatto.








Da allora sono cambiate tante cose, questi posti no: sono sempre bellissimi.
Buon quindicesimo anniversario, L.!






mercoledì 17 ottobre 2012

Six curiosities about the english school

Qualche piccola curiosità sulle scuole inglesi (per lo meno quelle di mia conoscenza, cioè quelle frequentate dalle mie figlie):

1. Qui non esiste il concetto di 'materiale scolastico', inteso come quella lista lunga, a volte lunghissima, di quaderni, grandi, piccoli, con gli anelli, con la copertina morbida o rigida, di dieci colori diversi, blu, rosso, verde, rosa, lilla, arancione, giallo, penne sferografiche o stilografiche, colori, pennarelli a punta fine, a punta grossa, tempere, fogli da disegno, eccetera eccetera. 


No, niente di tutto questo. Al bambino viene dato tutto l'occorrente a scuola: quaderni e libri. E ovviamente non sono i quaderni brandizzati, tipo quelli con Hello Kitty in copertina, anzi sono molto seriosi, con la copertina monocolore, ma se non altro uguali per tutti.
 
Unica perplessità: cosa ne facciano di questi libri e quaderni non è dato sapere, dato che a casa arriva ben poca roba...

2. Nella scuola secondaria i ragazzi non hanno libri di testo tangibili. I primi giorni, memori dello zaino con 15 Kg di contenuto cartaceo che E. si portava quotidianamente appresso, ci chiedevamo come fosse possibile che qui i ragazzi andassero a scuola con una borsa leggera, semivuota.

PRIMA...

                                                      
...DOPO
     
Il mistero ci è stato presto svelato: tutti gli allievi trovano il materiale scolastico (testi ed esercizi) online, sul sito della scuola. Ognuno di loro è dotato di username e password e può accedere al sistema ovunque si trovi. Tecnologici eh?

3. Sia nella scuola primaria che in quella secondaria gli allievi non perdono del tempo a copiare o incollare avvisi sul diario! Si risparmia del tempo ma anche della carta preziosa. Come fanno dunque? 

Ogni settimana la direzione scolastica pubblica sul sito della scuola una newsletter con tutti i comunicati importanti da destinare alle famiglie. I più avanti (tipo la scuola di E.) mandano addirittura la newsletter direttamente all'indirizzo email dei genitori degli alunni! 

4. Il servizio mensa è facoltativo: se si utilizza lo si paga (e solo quando i bambini mangiano), altrimenti bisogna fornire ai figli il pranzo 'casalingo'. Nella scuola secondaria il metodo è di nuovo super-tecnologico e intelligente: i ragazzi hanno un 'badge' personale che ha la funzione di pass-partout, ma anche di carta di debito. Serve per accedere alla fotocopiatrice, alla stampante, per usufruire della biblioteca scolastica (fornitissima di libri ma anche di dvd e cd) e poi per... pagarsi il pranzo!


Praticamente in questo modo i ragazzi non hanno bisogno di soldi e soprattutto tutti i loro 'movimenti' sono rintracciabili, quindi possono essere verificati dai genitori. (Il sistema permette persino di 'bloccare' l'acquisto di certi cibi...) Quando poi il denaro sulla carta prepagata scende sotto una certa soglia, parte l'avviso immediato tramite email con cui si richiede di provvedere ad una nuova ricarica. Non male eh?

5. Non esiste il concetto di nota. Qui si parla di 'cartellino giallo' o 'cartellino rosso'.
Nel primo caso il problema viene affrontato e risolto all'interno della scuola (tra alunno e insegnante); nel secondo caso invece la maestra attende all'uscita il genitore dell'alunno (insieme all'alunno, non proprio felice) e li porta a colloquio dal preside! 

6. Esiste il concetto di merito. Se fai bene vieni premiato: nella scuola primaria con dei 'gold awards' assegnati settimanalmente dal preside durante un'assemblea generale di tutta la scuola, nella scuola secondaria con dei 'merits' riportati sul diario dei ragazzi.


Che ve ne pare?


lunedì 15 ottobre 2012

Londra e i suoi cieli

Se c'è una cosa di Londra che mi affascina è il cielo.
Nonostante il tempo british  faccia spesso c..... non sia proprio magnifico, al contrario  il panorama del cielo qui è davvero favoloso.
Sarà la luce nordica, sarà il susseguirsi perenne di nuvole, sarà l'aiuto del vento, saranno i colori, sarà quel che sarà, però mi ritrovo sovente con il naso all'insù ad ammirare lo spettacolo.

Quando c'è il sole, il cielo è terso e blu e ricorda le giornate estive al mare...


Quando al mattino apro le finestre e mi si presenta questo panorama...


Quando la domenica passeggio lungo il fiume, dalle mie 'parti'...


Quando aspetto C. all'uscita da scuola...


Quando sono per strada, sprovvista di ombrello, perchè fino a poco prima c'era il sole...


Ecco i cieli che si vedono da queste parti... come non subirne il fascino?!?


Sunday Roast

Non ho ancora mai parlato del cibo inglese.
Si sa che qui a Londra si trova di tutto, dalla pasta al pane, dai biscotti alle torte di ogni genere, dal cibo etnico (di ogni origine, o quasi) alle porcherie più malsane... quindi un londoner può mangiare qualsiasi cosa in qualsiasi momento!
Però forse non tutti sanno che anche l'Inghilterra vanta dei piatti tradizionali, la cui origine risale a molto tempo fa, che sono diventati un 'must' della loro cucina e si sono diffusi in tutti i locali tipici inglesi, specialmente nei pubs, come piatti della domenica.
Sto parlando del 'Sunday roast' altresì detto 'Arrosto della domenica', perchè questo è: un piatto a base di arrosto (che può essere di manzo, pollo, agnello o maiale, a scelta del cliente).
La storia di questo piatto fa risalire le sue origini ai tempi in cui la carne non si mangiava tutti i giorni ma, nei casi più fortunati, una volta alla settimana: la domenica appunto.
Alla carne venivano, e vengono abbinate tuttora, una serie di verdure di stagione, bollite o stufate: patate (quelle non mancano mai!), broccoli, cavolfiori e carote. Il tutto condito con sugo d'arrosto, il famoso 'gravy',  ma accompagnato anche da salsine 'strane', tipo marmellate, di cipolle, o mele, o frutti di bosco. L'ultima chicca: una specie di pane della consistenza di una pasta sfoglia, che qui è molto famoso e che si chiama 'yorkshire pudding'.
Il risultato è questo:

Una bontà, da provare assolutamente.
Disponibile in tutti i pubs, preferibilmente la domenica a pranzo, ma non solo.
E... enjoy your meal!

giovedì 11 ottobre 2012

Let's drink a toast!


E' il momento di fare un brindisi!
Pomodoriverdiinlondon, il mio blog, nato un po' per gioco, con lo scopo di raccontare le avventure di una famiglia italiana alle prese con un trasferimento all'estero, ha iniziato a riscuotere un bel po' di interesse.
Cari lettori, amici di vecchia data e amici nuovi, persone che ho conosciuto di persona ma anche no, bloggers come me o semplici frequentatori di questo spazio, assidui commentatori o silenziosi visitatori, GRAZIE! Grazie perchè mi leggete, mi seguite e ogni giorno crescete di numero.
Ma oggi ringrazio soprattutto Easyviaggio (e il nome dice già tutto...) che ha premiato Pomodoriverdiinlondon come uno dei migliori blog sul Regno Unito. Se andate infatti nella loro pagina su Londra, o in quella relativa al Regno Unito mi troverete tra i blog raccomandati!
Quindi ancora grazie e mi raccomando continuate a seguirmi che la nostra storia expat è appena cominciata.... 
Cheers!

mercoledì 10 ottobre 2012

Mental Maths



Intuito. Logica. Calcoli cronometrati. Problemi con i soldi, con le misure (metri, chili...). L'ora dell'orologio. Misure geometriche. Frazioni.
Tutto questo concentrato in test ORALI: una voce registrata fa le domande e i bambini devono scrivere le risposte su di un foglio. SOLO le risposte. Niente calcoli o altro. Per le domande più 'semplici' concedono 5 secondi di tempo, per quelle più difficili 10.
Ecco qualche esempio.
Domande da 5 secondi:
- How many twenty pence pieces are there in one pound?
- What is two hundred and four subtract ten?
- How many centimetres are there in half a metre?
Domande da 10 secondi:
- I think of a number. I add four. The answer is twenty-two. What was the number I thought of?
- Sid has one pound. He buys a yoyo for forty-five pence. How much money does he have left?
- What is one quarter of forty-four?
- One newspaper costs fifty-five pence and another newspaper costs twenty-five pence. What is the difference between the prices of the two newspapers?
Questa si chiama 'Mental Maths'.... sicuramente utile, fa ragionare e rende la mente dei bambini elastica.
Non è difficile immaginare che per ora C. faccia fatica persino a capire le domande! (che poi anche se le capisse non saprebbe rispondere, dato che metà degli argomenti non li ha mai studiati... ma questo è un altro discorso, cioè un altro problema. Purtroppo.)
Però trovo molto bella l'impostazione ludica che viene data, spesso i calcoli vanno a risolvere dei puzzles o degli schemi di parole crociate. Un approccio ben diverso da quello italiano!
L'impatto con questo tipo di matematica non è però facile, soprattutto se non si è stati abituati fin da piccoli ad usarne il metodo, a semplificare e velocizzare i calcoli, a stimolare il ragionamento ponendo le domande sempre in modo diverso.
Questo è uno dei motivi di preoccupazione sul fronte scuola, ma... ci stiamo lavorando!
E voi quanto siete mental?


mercoledì 3 ottobre 2012

Grandparents

Oggi arrivano i nonni.
Ieri mia mamma, incerta su quali indumenti portarsi, mi chiedeva - Che tempo fa lì?
La mia risposta, molto esauriente, è stata - Boh, solenuvolapioggia mamma, portati un po' di tutto!
Perchè qui è così, tendenzialmente prevalentemente brutto, con sprazzi fulminei di sole ma soprattutto con le cosiddette showers che si presentano anche più volte al giorno.
E va beh, in parte ci siamo già abituati.
I nonni si fermeranno da noi una settimana e le bambine non stanno più nella pelle!
Non vedono l'ora di far vedere loro dove abitiamo, quali sono i nostri nuovi luoghi, le scuole, il parco, la nostra nuova realtà.
E' passato un mese dall'inizio delle loro scuole e, con mia sorpresa, l'andamento delle cose ha subito non pochi cambiamenti.
Dal punto di vista strettamente accademico devo dire che E. non ha avuto alcun problema di inserimento: il suo livello era molto buono e se la sta cavando proprio bene. La situazione purtroppo è abbastanza diversa per C. perchè lei ha praticamente saltato un anno di scuola e quindi, oltre al problema del linguaggio, si è trovata indietro nel programma di tutte le altre materie. Questa cosa ci preoccupa abbastanza e stiamo documentandoci per fare in modo che si riesca ad allinare il più presto possibile!
Invece dal punto di vista emotivo, C. sembra essersi rasserenata molto: è felice di andare a scuola, si trova bene con i compagni, insomma sembra migliorare di giorno in giorno.
Non posso dire la stessa cosa di E., che sì ha fatto (non senza difficoltà) qualche amicizia ma che si sente frustrata perchè non riesce ad inserirsi come vorrebbe nella classe. Ecco, questa proprio non me l'aspettavo... lei che è ed è sempre stata socievolissima, piena di amicizie, benvoluta da tutti qui non riesce ad instaurare dei nuovi rapporti?!?! E' vero che il linguaggio frena, che il fatto di arrivare dall'estero e doversi inserire in gruppi già precostituiti non è facile, però sono rimasta spiacevolmente stupita. Sarà anche l'età, certo è che a dodici anni le ragazzine possono essere davvero spietate.
Un primo mese quindi di alti e bassi, di inaspettati successi e di prime frustrazioni, ma fa parte del gioco e prima ci si abitua meglio è.
Ora però ci concentriamo su questa settimana di famiglia, che arrivano i rinforzi!

lunedì 1 ottobre 2012

After weekend... dreams

Vorrei scrivervi che abbiamo trascorso il weekend tra un mercatino delle pulci e l'altro, o che abbiamo visitato chissà quale luogo magico e ancora sconosciuto di questa bellissima città, che abbiamo mangiato qualche cibo etnico super delizioso e che ce la siamo goduta come dei perfetti turisti a Londra.
E invece: niente di tutto ciò!
Abbiamo passato il weekend tra studio (che ce n'era un po' per tutti), giardinaggio (sta maledetta erba doveva superare il suo 'primo taglio' no?) e D.I.Y. (ci mancava ancora qualche mensola da sistemare qua e là, e quindi compra/sega/dipingi/misura/buca/aspira... e poi vuoi non dare una seconda mano di pittura al cancelletto?!?).
Ora basta.
I nostri buoni propositi per il futuro sono:
- cominciare a trascorrere dei weekend un po' più rilassanti
- fare un po' di turismo locale
- iniziare a frequentare gente. Fare amicizie nuove.
- goderci un po' di più come coppia. Uscire ogni tanto da soli... un teatro, una cena a due....children free. Ergo A.A.A. cercasi babysitter serale per il fine settimana. Che poi fosse una sera al mese sarebbe già un bel successo.
Dopotutto: i sogni son desideri, no?