martedì 27 novembre 2012

Di cibo, cuore e 'girls just wanna have fun'

Ci sono giorni in cui la scuola di E. mi sembra ottima. Altri in cui mi sembra un tantino stravagante.

C'è questa materia che si chiama D&T: design & technology. Prima è stata la volta del disegnatagliaecuci. I ragazzi facevano il design di un oggetto e poi lo realizzavano. Da un paio di lezioni a questa parte E. ha cominciato un corso di cucina. I ragazzi portano tutti  gli ingredienti, cucinano i piatti previsti e poi li portano a casa. Per ora è andata molto bene ed E. sembra essere soddisfatta delle sue produzioni, soprattutto quelle culinarie! Chissà quale sarà il prossimo corso? Forse di fotografia?

Scienze: stanno studiando il corpo umano. Un giorno E. arriva a casa sconvolta e mi racconta che la professoressa per spiegare il funzionamento dei polmoni ne aveva portato uno vero! Per essere più convincente e dimostrativa aveva passato la lezione a soffiarci dentro...
La settimana successiva è stata la volta del cuore: la professoressa aveva chiesto di portare a scuola dei cuori di maiale che sono stati dissezionati durante la lezione! E. non ha mangiato carne nei i giorni seguenti... Credo che presto sarà il turno dell'occhio.

Musica: non ho ancora ben capito cosa facciano. So solo che hanno computers collegati a delle tastiere e due studi di registrazione. E. mi ha detto che compongono musica, studiano i vari generi musicali e suonano. Oggi mi ha spiegato il suo ultimo lavoro: riprodurre la musica (di tutti gli strumenti insieme, ricreandone il timbro) di questa canzone:


Insomma gli stimoli non mancano... ogni tanto però mi viene il dubbio che il modello più tradizionale a cui eravamo abituati non fosse poi così male...

venerdì 23 novembre 2012

Le scotch eggs

Qualche giorno fa, al supermercato, nel reparto 'Delicatessen', L. ha infilato fra le provviste del nostro carrello un prodotto a me totalmente sconosciuto...
A prima vista sembravano delle comunissime polpette impanate ma, se fossimo stati in Italia, avrebbero potuto benissimo essere scambiate per degli arancini.
E invece si trattava di...
SCOTCH EGGS!
Le scotch eggs sono delle uova sode avvolte in una pallina di carne tritata a sua volta passata nel pangrattato e poi fritta.
Forse la foto è più chiara della mia spiegazione:


Avevo qualche dubbio sulla bontà di questo piatto e invece devo dire che le scotch eggs sono ottime!
E' una ricetta che viene spesso usata per i picnic o per le feste, come stuzzichino, e solitamente viene realizzata in casa, anche se si trovano le versioni pronte, come è successo a noi. Spesso viene servita nei pubs come aperitivo.
Se capitate da queste parti vale la pena assaggiarla!



giovedì 22 novembre 2012

Un po' Wisteria Lane... Being Social (SECONDA PUNTATA)

Ok. Non si chiama Wisteria Lane e non si trova in the USA. Però la via in cui abitiamo ci assomiglia molto, sia per conformazione che per popolazione che vi risiede.
Sono tutte casette una vicino all'altra per lo più abitate da giovani famiglie con bambini.
Non appena ci siamo trasferiti qui sono rimasta sorpresa della cordialità con cui siamo stati accolti. Abituata allo stereotipo che vuole che gli inglesi siano freddi e scostanti, mi ha colpito invece vedere come tutti i nostri vicini si siano subito presentati e ci abbiano dato il benvenuto.
Immaginatevi però la mia sorpresa quando mi hanno invitato per un drink riservato alle sole donne della via!
Non avendo il mio numero di telefono, mi hanno proprio imbucato l'invito a casa... carine.
E così ieri sera ci siamo ritrovate a condividere qualche bottiglia di vino sedute al tavolo di un pub della zona.
Eravamo in tutto otto, tutte vicine di casa o dirimpettaie. Tutte tra i 30 e i 40 anni. Tutte mamme.
Non sono mai stata una fan di Desperate Housewives, ma ogni tanto l'ho visto. E la scena di ieri sera mi ha ricordato molto questa:
Anche perchè nelle chiacchiere non è mancato qualche pettegolezzo!!!
Nota dolente: il vino. Ma quanto bevono? Dopo un paio di bicchieri io, che non sono una assidua 'bevitrice' (anzi), mi sono fermata, dato che iniziavo a notare una carenza nella concetrazione. Oltretutto quando si ha a che fare con un'altra lingua, appena si è un po' stanchi o si beve, parlare diventa moolto più difficile!
La cosa però è stata subito notata e mi hanno chiesto: 'Non ti piace il vino?'
Ah ah questi inglesi...

mercoledì 21 novembre 2012

Si dice che porti fortuna!



Questo è il messaggio che L. si è trovato sul comodino sabato sera.
Tolti gli errori ortografici (il miglioramento dell'inglese ha avuto un effetto inversamente proporzionale sull'italiano di C....), quanto è tenero questo bigliettino?
Il fattaccio è facilmente comprensibile... e poi si dice che porti fortuna!

martedì 20 novembre 2012

E. in cucina

Ieri E. si è improvvisamente ricordata di aver dimenticato di comprare del materiale scolastico che le serviva per il giorno seguente:  farina autolievitante, margarina, marmellata, un uovo, zucchero di canna e un contenitore da poter mettere nel forno a microonde.
???
Oggi E. ha la sua prima lezione di cucina a scuola. La prima di una serie. Credo una decina in tutto. Ovviamente obbligatorie.
La prima ricetta è: lo Steamed Pudding.
Dovrebbe venir fuori una cosa più o meno di questo genere:


Dato che la risultante verrà portata a casa e assaggiata dalla Pomodoriverdiinlondon's happy family vi terrò aggiornati!

DOVEROSO AGGIORNAMENTO: il dolce era ottimo! Per essere poi il primo tentativo in assoluto di E. davvero eccezionale. Well done! Vi dico già che la prossima settimana ci aspetta la SOUP...

lunedì 19 novembre 2012

C. e l'inglese



Quando siamo arrivati in Inghilterra C. non parlava inglese. Conosceva giusto qualche parolina ma non era in grado di sostenere una conversazione e tanto meno di capire cosa le veniva detto.
Per dire, quando tornava da scuola non era nemmeno in grado di riferirci l'argomento delle lezioni! Noi quindi cercavamo di 'indovinare' quello che aveva fatto a seconda delle poche cose che riuscivamo a tirarle fuori.
Poi la svolta.
Ha iniziato ad inserire parole qua e là in inglese e ha cominciato a comunicare con i compagni. Naturalmente la maggior parte delle volte si trattava di frasi 'sgrammaticate' ma lo scopo di farsi capire veniva raggiunto.
C. adesso non parla ancora in modo fluente, però riesce ad esprimersi e capisce quasi tutto.
La strada è ancora lunga e tutta in salita, però, con gli esercizi quotidiani (non sempre ben accettati) abbiamo già visto un grande miglioramento.
Un esempio?
Questa è la storia che C. ha scritto per compito l'altro giorno (con un piccolo aiuto, lo ammetto...). La consegna diceva  di scrivere una storia ambientata in una location che il bambino doveva scegliere tra alcune fornite dalla maestra. C. ha scelto la Magic mountain (montagna magica).
Ed ecco la storia:

Once upon a time there was a mountain. It was a special mountain because it was magic. On the mountain lived Santa Claus with his little helpers: the elves.
They were preparing the presents for all the children of the world.
One day a boy called Tom got lost in the woodland and arrived at the foot of the magic mountain. He could not believe what he was seeing: Santa Claus and the elves!
Tom ran back to his school and told his friends to go with him.
When they arrived to the place where Tom got lost, the mountain was gone!
Tom's friends did not believe his story and went away.
As soon as the children were gone, the mountain reappeared!
This is the magic of that mountain: keeping the secret about where Santa Claus and his elves live.

(C'era una volta una montagna. Era una montagna speciale perchè era magica. Su quella montagna vivevano Babbo Natale e i suoi piccoli aiutanti: i folletti.
Essi stavano preparando i regali per i bambini di tutto il mondo.
Un giorno un bambino che si chiamava Tom si perse nel bosco e arrivò ai piedi della montagna magica. Non poteva credere a quello che aveva davanti agli occhi: Babbo Natale e i folletti!
Tom tornò di corsa a scuola e disse ai suoi amici di seguirlo.
Quando arrivarono nel luogo in cui Tom si era perso, la montagna era sparita!
Gli amici di Tom non credettero alla sua storia e se ne andarono.
Non appena i bambini se ne furono andati, la montagna riapparve!
Questa è la magia di quella montagna: mantenere segreto il luogo in cui Babbo Natale e i suoi folletti vivono.)

Come ho detto l'aiutino c'è stato, soprattutto per i tempi verbali e per lo spelling di alcune parole, ma sono passati solo tre mesi di scuola...
Dite che possiamo essere soddisfatti? Io dico di sì!

venerdì 16 novembre 2012

Fish&Chips

Che Londra sia la patria dello Street Food si sapeva da un pezzo.
Se dovessi associare la città ad un profumo, la scelta ricadrebbe senz'altro sull'odore di fritto che si spande per le vie del centro, a qualsiasi ora del giorno e della notte (o quasi).
Odore di chips (patatine fritte), ma anche di hamburger strapieni di cipolle fritte, per l'appunto. Una volta le vie erano anche colme di bancarelle che vendevano gli hot-dogs. Non li ho più visti... sarà per le pessime condizioni igieniche dei suddetti chioschetti???
C'è un piatto che è nato come Street Food e che oggi invece viene servito nei ristoranti e nei pubs, in una maniera un po' più raffinata: si tratta del famosissimo FISH&CHIPS.
Alzi la mano chi non ha mai assaggiato il fish&chips inglese.
Beh a dire il vero io non andavo matta per questo piatto, soprattutto qualche anno fa, quando veniva servito nel cartoccio di carta di giornale e si mangiava per strada.
Tra l'altro allora il pesce non sembrava di una qualità eccezionale...
Ora invece l'ho provato diverse volte al pub e devo dire che mi piace!
Volete sapere quali sono le caratteristiche di un buon fish&chips?
Beh per cominciare bisogna dire che gli ingredienti sono davvero molto semplici: un filetto di cod o haddock (due specie diverse di merluzzo, io li ho provati entrambi e francamente non ho trovato differenze) , patatine tagliate spesse (a mezzaluna), piselli e una salsina di maionese, aglio e aromi come accompagnamento.
Non è un piatto dietetico, perchè sia il pesce che le patatine vengono fritte, però la raffinatezza sta nell'impanatura del merluzzo, una sorta di tempura, che dà un sapore eccezionale al pesce facendolo sembrare poco unto. Inoltre le patatine, tagliate in questo modo, sono ottime e gustose. Quanto ai piselli, la particolarità è che vengono cotti fino a farli sciogliere in un purè, normalmente aromatizzato alla menta: questo abbinamento credo abbia lo scopo di alleggerire il piatto togliendo, con il gusto dolce dei piselli, un po' della pesantezza degli altri cibi fritti.
Il piatto si presenta più o meno così:

Foto presa dal web
Una vera bontà, provare per credere!

giovedì 15 novembre 2012

Pensiero triste

Oggi ho ricevuto una brutta notizia, proprio di quelle che fanno accapponare la pelle.
E' in giorni come questo che mi chiedo come sia possibile che la vita possa essere tanto ingiusta e crudele.
Il mio pensiero va a quella mamma e a quel papa' che devono affrontare il dolore che comporta la perdita un figlio.
E da oggi cerco di godermi le mie bambine ancora di piu'.

Panorami a confronto

Siamo a Londra da cinque mesi.
Non è stata una passeggiata, anzi il cammino ha avuto le sue difficoltà, però stiamo andando avanti e sento che siamo sulla strada giusta.
La nostra routine è sempre fitta di cose da fare e si arriva alla sera belli cotti.
Forse è anche per questo motivo che il tempo è volato e in un attimo ci siamo trovati a ridosso del Natale.
Sì perchè anche se fuori il panorama è questo (nelle belle giornate, ça va sans dire... poche ma buone)


quando capita di andare in centro (come è successo a me ieri sera) lo scenario diventa questo





Ecco, a me il Natale piace, mi piacciono le luci, i colori, l'atmosfera, ma quando tutto questo si riduce alla 'caccia al regalo' il fascino si perde.
Da queste parti la caccia è aperta da un pezzo... E a me fa venire l'ansia! A voi no?

giovedì 8 novembre 2012

Il tè delle cinque



Chi è che non conosce la tradizione che vuole gli inglesi bere il famoso tè delle cinque?
Bene, posso confermare che è tutto vero: in Britannia si beve il tè. A tutte le ore, a dire il vero. Quello delle cinque però è un po' speciale.
L'avevo accennato nell'intervista che mi ha fatto Mommy planner (a proposito: l'avete letta? Se no, cliccate qui), quando si parla del tea pomeridiano (diciamo dalle cinque alle sei) per gli inglesi si tratta di un vero e proprio pasto, come la nostra cena, tanto per fare un paragone.
Tra l'altro spesso il tè non viene nemmeno servito! Oppure conclude il pasto come fa il caffè nelle nostre case...
Questa cosa mi era sfuggita al primo giro da expat....eravamo giovani e non avevamo grandi interazioni con la cultura locale, a parte la frequentazione di pubs e locali serali!
Ora, con due figlie, la situazione è cambiata un pochino e quando sono arrivati i primi inviti a casa dei nuovi compagni di scuola, ho fatto la scoperta!
Ricordo molto bene il primo invito: la mamma invitante mi aveva chiesto di andare a riprendere C. intorno alle 6.30, specificando che le avrebbe dato il tea.
Solo quando siamo tornate a casa ho realizzato che il tea offerto a C.  non era costituito da tè e biscotti ma da una vera e propria cena!
Gli inviti successivi si sono svolti nello stesso modo...
Parlando qua e là ho appurato che effettivamente i bambini inglesi cenano molto presto e quindi quando hanno ospiti a casa allargano le loro abitudini anche ai nuovi arrivati!
Pensavo però che fosse un'usanza destinata solo ai piccoli di casa, anche perchè è abbastanza improbabile che entrambi i genitori rientrino dal lavoro così presto!
Beh, durante la settimana in effetti solo i giovani (spesso con mamme incluse) fanno il tea delle 5.30-6.00, ma durante il weekend tutta la famiglia si siede a tavola a quell'ora!
Occhio quindi: se ricevete l'invito per un afternoon tea da una famiglia inglese, non fatevi trovare impreparati e state leggeri a pranzo!!!


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mercoledì 7 novembre 2012

Pensieri di corsa



Ho deciso, in barba al poco tempo e a tutti gli impegni che ho, di cominciare a dedicarmi un pochino di più a me stessa. Come? Ri-cominciando a fare un po' di sport.
Così stamattina, dopo aver portato C. a scuola, mi sono cambiata e sono partita per una corsetta. La prima dopo più di un anno (o forse due?).
Premessa: correre non mi piace. Lo trovo noioso, faticoso, e poi non ho fiato a sufficienza (soffro di rinite allergica,  asma allergico... tutte scuse? Forse.).
Però i vantaggi della corsa sono davvero tanti: è gratis, si può fare quando si vuole, non servono iscrizioni, orari e (in teoria) dovrebbe fare bene!
Emerge solo un piccolo problema: il tempo metereologico... se piove, se tira un'aria che ti porta via o se c'è il gelo (tipo ieri), non dev'essere proprio piacevole.... e Londra in questo non aiuta!
Però qui corrono tutti: a parte L. che corre seriamente da diversi anni ormai, dove ti giri vedi dei runners, al mattino davanti a scuola molte mamme arrivano già bardate per la loro corsetta mattutina, quindi mi sono detta 'Perchè no?'
Naturalmente dopo anni di dolce far nulla o quasi, non potevo immaginare di partire e correre per 45 minuti senza ritrovarmi svenuta dopo i primi 500 metri, così sono ricorsa al famoso metodo di Albanesi.
Non lo conoscete??? Ma sì, Albanesi è quel pazzo fanatico salutista che si occupa di benessere, inteso come il giusto abbinamento tra l'attività fisica e una sana alimentazione. E fin qui... peccato che i suoi concetti di 'giusto' grado di attività fisica e di 'peso forma' siano un po' estremi...
Però il suo metodo pare sia valido e sono molto famosi i testi che ha scritto sulla pratica della corsa: come cominciare, quale allenamento seguire, come migliorare, come recuperare, eccetera.
Così stamattina ho cominciato: 45 minuti di ripetute (corsa alternata a camminata) per un totale di 5 chilometri.
E' andata bene, ma ho paura che non durerà molto.
Quello che mi manca (a parte il fiato, la voglia, gli stimoli...) è la costanza.
Domani invece mi aspetta la lezione di prova di zumba! E per quella non mi manca nulla.... :)

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martedì 6 novembre 2012

Racconti di expat

Capita che, iniziando a scrivere le proprie storie su di un blog, si facciano molte nuove conoscenze.
E' proprio in questo modo che ho incontrato Mommyplanner, alias Alessandra, anche lei blogger, anche lei mamma e soprattutto anche lei expat! Le nostre famiglie distano più di 5.000 Km, noi in England e loro in Canada, ma abbiamo scoperto di avere tante cose in comune.
Qualche giorno fa ho 'ospitato' Alessandra nella mia nuova casa inglese e lei mi ha intervistato.
Se volete leggere l'intervista cliccate qua


domenica 4 novembre 2012

Turin, we love you!


C. all'aeroporto di Caselle: Che bello mamma, finalmente qui parlano in italiano e capisco tutto, anche i cartelloni pubblicitari!
E. non era ancora scesa dall'aereo che già si catapultava ad una festa, revival dei vecchi tempi e dei vecchi amici.

Sei giorni in Italì dopo i nostri primi quattro mesi britannici:

Abbiamo parlato di nuovo SOLO in italiano per una intera settimana
abbiamo fatto i turisti nella nostra città
abbiamo incontrato amici e parenti
abbiamo ricevuto un'accoglienza che nemmeno i reali....
abbiamo rivisto ex-scuole, ex-compagni, ex-maestre, ex-professori
abbiamo realizzato quanto sia buono il caffè nei bar italiani
abbiamo apprezzato il cielo, i colori e lo splendore di una Torino autunnale
abbiamo constatato che gli italiani si vestono molto più da 'fighetti' rispetto a quanto ricordassimo
abbiamo parlato, raccontato, chiacchierato
abbiamo fatto il pieno della TV italica (soprattutto cartoni... chevvelodicoaffà)
abbiamo fatto shopping
abbiamo mangiato... tanto

Da ieri siamo di nuovo back home.

Però Torino è sempre nei nostri cuori...

Vi lascio qualche scatto della nostra settimana.