martedì 26 marzo 2013

Marzo vuol far sempre le sue

Marzo 2013. E' stato...

FREDDO: a parte UN giorno di tempo ingannevolmente primaverile, con il sole, il cielo blu e la voglia di sbottonarsi la giacca, è stato il mese forse più freddo di questo lungo inverno. Giornate grigie, il vento talmente gelido da far lacrimare gli occhi e colare il naso, e poi la neve. E dire che era già nevicato nei mesi scorsi ma lei ha deciso di tornare a salutarci. Nonostante ciò gli alberi stanno inspiegabilmente fiorendo...




IMPEGNATIVO: stare dietro ai ritmi scolastici delle mie figlie, alle attività extra, al mio studio è sempre una grande fatica e inizio a sentirne il peso.

UN'OPPORTUNITA' FINITA MALE: non è la prima volta che mi rimetto in gioco e non sarà l'ultima. E' passato un treno nel momento sbagliato. Potevo lasciar perdere fin dall'inizio però i treni non passano mica tutti i giorni e quindi.... ci ho provato. Ho dato il massimo che potevo, ma non è bastato. Non questa volta.

UNA PUDDING NIGHT: con le mie vicine di casa (si quelle un po' Wisteria Lane) ci siamo trovate a casa di una di loro a mangiare dolci (pudding) e a.... bere vino!!! Le ho stupite portando uno strudel di mele appena sfornato, che hanno molto apprezzato. E comunque al cibo preferiscono sempre il vino, chè qui bevono come delle spugne...

IL COMPLEANNO DI C.: la mia piccola, non più tanto piccola, C. oggi compie 9 anni! Abbiamo cominciato i festeggiamenti sabato scorso, organizzandole una festicciola in casa con le sue amichette di scuola.


E' stato un successone: le bambine si sono divertite alla grande, la nostra casa centenaria ha superato brillantemente la prova 'party' e siamo sopravvissuti pure noi. Il trucco è stato organizzare tutto, minuto per minuto, e soprattutto fare tanti giochi.
Oggi invece sarà la sua giornata speciale, a base di coccole e di comfort food...
La torta è già pronta (ho fatto una crostata alla nutella), mentre la focaccia sta ancora lievitando!  


LA FINE DELLO SPRING TERM: dopo domani finisce un altro trimestre, quello primaverile, e ci saranno un po' di vacanze. Ne abbiamo bisogno, per riposarci un po' e ricaricarci dell'energia sufficiente ad affrontare l'ultimo term che terminerà soltanto alla fine di luglio!

Speriamo che nel frattempo arrivi la primavera.



lunedì 18 marzo 2013

Friends and... FIDEUA

Ci siamo conosciute pochi mesi fa, nella playground della scuola di C.
Abbiamo cominciato a scambiarci qualche parola, abbiamo preso qualche caffè insieme. Poi abbiamo iniziato a frequentare un corso di zumba e perfino la piscina.
L'inglese è la nostra lingua franca quando siamo tutte e cinque insieme ma poi capita che improvvisamente partano intere frasi in italiano o spagnolo, tanto ci si capisce ugualmente. Solo una fa un po' di fatica a star dietro alle conversazioni, dato che è indiana...
Ultimamente è nata l'idea di ritrovarsi una volta ogni tanto a pranzo per una sessione di international cooking: a turno una di noi prepara un piatto del suo Paese e lo si degusta tutte insieme.
E così giovedì scorso abbiamo iniziato con la FIDEUA, un piatto tipico spagnolo (Valenzano, per la precisione).
Chi ha già assaggiato la Paella troverà una grande somiglianza con questo piatto che però non viene realizzato con il riso ma con la pasta. Tradizionalmente si dovrebbe utilizzare una pasta tipo 'vermicelli' o 'capelli d'angelo' (dal nome fideu) però va benissimo anche una pasta corta di piccole dimensioni. E poi, come per la paella, ci sono moltissime varianti che dipendono dalla regione della Spagna in cui viene cucinato il piatto.
La nostra FIDEUA è stata fatta così:

INGREDIENTI (per 5 persone):
500 gr di pasta
1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
2 pomodori sbollentati e pelati
1/2 peperone verde
1/2 peperone rosso
1 pugnetto di fagiolini
100 gr di piselli
300 gr. di pollo
1 calamaro
500 gr di cozze
6 gamberoni
1 litro e mezzo di brodetto di pesce
sale e olio d'oliva


A parte il brodetto di pesce (che si deve preparare in anticipo), il procedimento è molto semplice.
Occorre lavare le cozze e sbollentarle in acqua.
Il calamaro va pulito e tagliato a listarelle sottili. Il pollo deve essere affettato a tocchetti abbastanza piccoli.
Il peperone verde deve essere tagliato a pezzettini molto piccoli, mentre quello rosso deve essere affettato a listarelle lunghe e sottili.
Una volta preparati tutti gli ingredienti, si fa rosolare la cipolla insieme all'aglio nella padella (quella della paella, bassa e larga). Si aggiungono a poco a poco le verdure, il calamaro e il pollo e si fanno rosolare un poco.
Poi si aggiunge la pasta (cruda) e si fa cuocere il tutto a fuoco lento aggiungendo poco alla volta il brodo di pesce, un po' come se si stesse cucinando un risotto.
Quasi all'ultimo vanno aggiunti i gamberoni e proprio alla fine le cozze.
Il risultato è questo:


¡QUE APROVECHE! 
(buon appetito!)

Il piatto era buonissimo, così come la compagnia di queste mie nuove amiche expat: sono contenta di avere trovato delle persone speciali con cui condividere questa fase 'speciale' della mia vita. E credetemi, non è poco!

Se vi interessa, vi terrò aggiornati sulle prossime sessioni di international cooking e soprattutto sulle prossime ricette! Fatemi sapere...

giovedì 7 marzo 2013

What day is it? It's WORLD BOOK DAY!

Oggi C. è andata a scuola vestita da Pippi. Pippi calzelunghe. Ve la ricordate???


Lo so, il carnevale è passato da un pezzo, e qui tra l'altro non si usa travestirsi per quell'occasione.
Oggi in tutto il Regno Unito ed in Irlanda era il WORLD BOOK DAY.
Cioè? Direte voi...
Tutto è cominciato così: la scorsa settimana, le rispettive scuole delle mie figlie hanno distribuito a tutti gli allievi dei token del valore di 1 pound, utilizzabili in uno dei seguenti modi:
1. recandosi in qualsiasi libreria e ricevendo GRATIS un libro, se scelto all'interno di un gruppo di libri selezionati dalla libreria stessa appositamente per questo evento. Questa offerta era valida solo per la giornata di oggi.
2. acquistando, sempre in qualsiasi libreria, un libro (o un audio libro) non incluso nel gruppo di quelli 'free' ed ottenendo uno sconto di 1 pound sull'acquisto. In questo caso l'offerta durava circa un mese.
Ecco come si presentava il token:

How to use your token

In più, nella giornata di oggi, i bambini delle scuole primarie potevano travestirsi, calandosi nei panni del personaggio di un libro che avevano letto.
E così C. si è divertita ad impersonare Pippi Longstocking ed ha anche guadagnato un libro nuovo nuovo.
E. non si è travestita ma si è aggiudicata una nuova lettura, come la sorella.
Non sto a dire che non eravamo gli unici avventori in libreria: ovviamente era strapiena, soprattutto di mamme e di bambini!

Questo mi ha fatto riflettere, perchè è un'iniziativa intelligente che non mi sembra in Italia esista.
Per dirla con le parole degli organizzatori, è un momento di celebrazione. Celebrazione degli autori, degli illustratori, dei libri ma soprattutto è la celebrazione della lettura.
E i grandi invitati a questa festa sono i bambini e ragazzini di tutte le età, affinchè apprezzino i libri. Happily and loudly!
Non a caso è il sedicesimo anno che il World Book Day si ripete.
Io l'ho visto per la prima volta quest'anno e mi è sembrata una straordinaria idea, accolta molto bene dai destinatari che hanno riempito le librerie.
E allora mi chiedo: perchè in Italia no? A volte basterebbe davvero poco.

Helping children to explore the pleasure of books



lunedì 4 marzo 2013

La storia di C. fin qui

Ho aperto questo blog il 24 marzo 2012. Qualche mese dopo mi sono trasferita a Londra insieme alle mie bambine per ricongiungermi con mio marito che aveva fatto il pas d' expat (sembra quasi il nome di un passo di danza classica...) un annetto prima di noi.
Nel corso di questi mesi molte alcune persone mi hanno contattato per avere informazioni, consigli e suggerimenti circa un possibile loro trasferimento in Gran Bretagna. La preoccupazione maggiore di chi mi ha scritto riguardava i figli, non tanto relativamente a questioni logistiche (scelta scuole, procedura d'iscrizione, metodo scolastico...) quanto per l'impatto psicologico che un passo del genere comporta, soprattutto dovuto al cambiamento linguistico e culturale.
Ora, non sono una guru ed è ben lungi da me passarmi per tale. Ogni trasferimento è a sè e la sua organizzazione, così come il suo impatto su chi lo vive, dipendono da tante di quelle variabili che sarebbe davvero difficile e superficiale farne dei generici tips.
Però una cosa la posso fare.
Posso raccontarvi la mia, la nostra esperienza.
Oggi parlo di C.
Lei partiva da qui: bambina abbastanza timida e riservata, nutriva una tale paura nei confronti del cambiamento che ne rifiutava persino l'idea, al punto da negare agli altri (e a se stessa) che saremmo partiti. A giugno C. lasciava l'Italia con una leggera infarinatura della lingua inglese, dovuta alle lezioni private che avevamo pianificato nell'ultimo anno, infarinatura che però non le permetteva di capire bene un discorso fatto in inglese e tantomeno di esprimersi.
Va da sè che l'impatto con la realtà britannica sia stato un po' scioccante, soprattutto l'inserimento a scuola.
C. i primi tempi non era nemmeno in grado di spiegarci quali argomenti fossero stati affrontati in classe durante la giornata! Non bisogna dimenticare che C. ha quasi 9 anni e che quindi sia l'interazione con gli altri che gli argomenti trattati nell'ambiente scolastico richiedono una competenza linguistica già di un certo livello. Competenza che lei assolutamente non aveva!
Come fare per aiutarla, sia da un punto di vista emotivo che pratico?
Noi abbiamo fatto così:
- l'abbiamo INCORAGGIATA: per noi (e per lei) è stato fondamentale tirarla su di morale, dirle quanto fosse brava e coraggiosa a vivere un'esperienza del genere, ad imparare una lingua nuova. Le abbiamo fatto notare che rispetto ai bambini inglesi (o italiani in Italia) lei aveva dei punti di forza in più, aveva la possibilità di conoscere due lingue ma anche due culture diverse.
- l'abbiamo SPRONATA: inizialmente lei si vergognava a parlare, sapendo di non essere brava. Noi l'abbiamo spinta ad esprimersi in inglese anche quando il suo vocabolario era limitatissimo e produceva frasi sgrammaticate, convincendola che solo così il suo inglese sarebbe migliorato, imparando dai suoi stessi errori.
- l'abbiamo SUPPORTATA, in senso meramente pratico: se in Italia C. svolgeva i compiti autonomamente ed io davo un'occhiata solo alla fine, qui ho dovuto (e devo ancora) sedermi alla scrivania di fianco a lei per aiutarla. Abbiamo comprato dei libri in più per farla esercitare a casa, di inglese ma non solo. Abbiamo letto tanto. Prima leggevo e traducevo, poi leggevo soltanto, fino a renderla autonoma anche nella lettura.
- l'abbiamo aiutata nelle RELAZIONI SOCIALI: fin da subito abbiamo cercato di conoscere bambini e mamme della scuola, organizzando tanti inviti a casa e cercando di essere inclusi nel loro 'giro'. L'abbiamo convinta ad iscriversi a delle attività sportive, superando la sua innata timidezza unita alla sua pigrizia!!! 

Oggi, a distanza di otto mesi dal nostro trasferimento, posso dire con orgoglio che C. è una bambina serena, si è ambientata bene nella sua nuova scuola e nella sua nuova realtà. Parla già in modo abbastanza fluente l'inglese e, quando a casa racconta (in italiano) qualche episodio avvenuto in un contesto linguistico inglese, passa da una lingua all'altra senza accorgersene. Legge senza problemi in inglese, anzi da pochi mesi si è finalmente appassionata alla lettura! E' riuscita a formare un bel gruppetto di amiche con cui giocare, fare sport e divertirsi. Sta migliorando moltissimo il suo carattere: si è aperta agli altri, è meno timida e si butta un po' di più nelle cose nuove... Sta persino frequentando un corso di nuoto (fino a pochi mesi fa detestava l'acqua) e si diverte!
Certo, noi ci siamo messi d'impegno per starle vicino e non è stato sempre facile, ma la grande fatica l'ha fatta lei. La mia piccola grande C.



ps: se c'è una tematica che vi sta particolarmente a cuore, relativa alla nostra esperienza di trasferimento internazionale, fatemelo sapere. Chè magari ve la racconto in uno dei prossimi post!


venerdì 1 marzo 2013

Gone to Cornwall, third part

Il nostro viaggio in Cornovaglia è proseguito verso Ovest.
Siamo arrivati proprio alla fine: Land's End (il punto F sulla cartina), il punto più occidentale della terraferma inglese.


Qui finisce e/o comincia l'Inghilterra. Dipende dai punti di vista.


Il paesaggio è di nuovo mozzafiato, con le scogliere a strapiombo sul mare e gli isolotti rocciosi che spuntano fra le onde. Il cielo cambia continuamente colore: è a tratti plumbeo, a tratti azzurro, con le nuvole che si rincorrono trasportate dal vento.






Lasciamo Land's End e torniamo indietro, ma questa volta di nuovo verso la parte settentrionale, e arriviamo s St. Ives (il punto G sulla cartina). St. Ives è un altro grazioso villaggio di pescatori, oggi ambita località turistica, oltre che punto di ispirazione di numerosi artisti. A St. Ives c'è persino la sede distaccata della Tate Gallery di Londra! Il paesino è molto carino: c'è il porticciolo, la spiaggia di sabbia fine fine ed il centro è un susseguirsi di negozietti e locali.



Non manca la birra...


L'ultima meta del nostro giro è St. Michael's Mount (il punto H sulla cartina), nuovamente a sud della regione.
Si tratta di un'isola famosa per la somiglianza con la normanna Mont Saint Michel: non soltanto il nome è uguale, ma anche le 'fattezze'. Secondo la leggenda entrambi i luoghi sono infatti intitolati all'Arcangelo Michele al quale i frati benedettini dedicarono le due abbazie.
Come a Mont Saint Michel la marea sale e scende una o due volte al giorno e l'isola si può raggiungere a piedi durante la secca.
Noi purtroppo siamo arrivati nel momento in cui la marea stava risalendo...



... ma la prossima volta faremo senz'altro un giro sull'isola!

Questo è il succo del nostro weekend lungo: luoghi magnifici, colori, immagini, natura ma anche tante risate in buona compagnia dei nostri amici e dei loro figli. Una bella gita, che consiglio a tutti. Se poi non volete surgelare, meglio programmarla per la tarda primavera o per l'estate.
Vi è piaciuto il racconto? Spero di sì perchè ne ho altri in serbo. Se volete qualche informazione in più scrivetemi!