venerdì 21 giugno 2013

Di compleanni e considerazioni...



Lo so. Il blog è rimasto in standby per un po' troppo tempo...
E' che tra studio, scuola, esami, zumba (lol :-) ), ospiti e gite fuori porta i giorni sono volati!
Di cose ne abbiamo fatte tante... 

Talmente tante che ho appena realizzato di aver perso un compleanno!

Un anno fa, il 20 giugno, E., C. ed io atterravamo per trasferirci in Gran Bretagna. Ricordate? Cariche di emozioni, di nostalgia per ciò che lasciavamo, ma anche di gioia perchè finalmente ci riunivamo a L., dopo due faticosissimi anni di rapporto a distanza. Mi ricordo bene la paura per il futuro, per l'incertezza nei confronti di tutto quello che ci avrebbe aspettato, dalle evidenti difficoltà linguistiche alle nuove relazioni e alle sperate amicizie.

E tutto ad un tratto mi accorgo che è già passato un anno!

Quante cose sono successe, quanto è cambiato dentro e fuori di noi.
Dovendo fare un bilancio di tutto quello che è successo, mi sento di dire che sono soddisfatta.

Sono orgogliosa delle mie due  bambine  ragazze, di come hanno saputo adattarsi alla loro nuova vita, della velocità alla quale hanno imparato una lingua nuova, di quanto siano state forti e coraggiose nell'affrontare questo grandissimo cambiamento e tutti i piccoli (ma anche talvolta grandi) problemi che ne sono conseguiti.
Sono sicura che un'esperienza come quella che hanno vissuto e stanno vivendo, forgerà il loro carattere e in qualche modo tornerà loro utile.
Certamente quando vedo che sono in difficoltà o quando capita che siano un po' nostalgiche nei confronti del passato, il groppo alla gola però viene...

Sono contenta dei nuovi rapporti che sono riuscita a creare intorno a me. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone speciali all'interno della scuola di C.: mamme con cui ho cominciato a fare quattro chiacchiere davanti ad una tazza di caffè presa al volo dopo aver accompagnato i figli a scuola, fino ad arrivare a condividere lezioni di ginnastica, pranzi dal sapore internazionale, qualche cena 'solo donne' al pub e persino una breve vacanza. Insomma un gruppo di nuove amiche con cui spero di condividere ancora molti altri momenti.
Ho anche avuto fortuna nei nuovi rapporti di vicinato: come avevo già raccontato qui, le mie vicine sono molto amichevoli e disponibili. Mi hanno accolta bene dal primo giorno e mi hanno subito inserito nel loro gruppo. Sono nate così serate di chiacchiere al pub (il vino gioca un ruolo importante nella vita sociale di questo paese...) e 'pudding nights', vale a dire serate di chiacchiere a casa di una di loro (a turno) dove oltre al vino viene offerto un dolce preparato dalla padrona di casa. 
E questa rete di rapporti interpersonali, questa mia nuova vita sociale sono stati estremamente importanti e utili per farmi sentire 'a casa', nonostante tutto.

Certo qualche risvolto della medaglia c'è stato e ogni tanto pesa...

Ad esempio le vecchie amicizie. Il 99% di quelli che sono stati i nostri amici, delle persone con cui abbiamo condiviso molte cose del nostro passato e che sono state importanti (almeno per noi) non si è più fatto vivo. A meno che non si prospettasse un giro turistico dalle nostre nuove parti... Della delusione nei rapporti di amicizia a distanza avevo già parlato qui, memore della mia precedente esperienza all'estero. Poi però uno spera che le cose vadano diversamente e invece... è vero che sono partita disillusa, ma vedere certi comportamenti mi ha fatto rimanere male. La cosa che mi dispiace di più è vedere le mie figlie vivere queste delusioni: aspettare lettere o messaggi che non arrivano (nonostante tutta la tecnologia a disposizione e tutte le promesse...), capire ma non voler ammettere che le persone sono cambiate. A 37 anni dispiace certo, ma uno se ne fa una ragione, a 9 e 13 è un po' più difficile...

Un altro 'risvolto un po' pesante' è stato il rapporto a distanza con la famiglia, o meglio con chi della famiglia mi è sempre stato vicino. Certo anche in questo caso i mezzi tecnologici hanno aiutato a sentire meno la mancanza, però  non è la stessa cosa. Il lato positivo è che poi quando ci vediamo cerco di godere tutto il tempo a disposizione per stare con loro, chiacchierare, trascorrere momenti di qualità famigliare. E infatti mi arrabbio quando mi chiedono di darmi una mano con le faccende in casa o in cucina... alla faccia di chi è abituato a sfruttare i genitori solo per i loro servizi di baby-sitting, cucina, spesa, lavo-stiro, eccetera!

Insomma è stato un anno pieno di novità, stravolgimenti, impegno, ma siamo stati all'altezza della sfida e il fatto di ritrovarci la sera tutti insieme ripaga di ogni sforzo.

Quindi happy Birthday alla nostro primo anno di vita britannica e... cheers!